Vaccata
ieri alle ore 17:28 - 3.535 visualizzazioni
Consigli di Giardinaggio e Suggerimenti
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Questa puoi scambiarla per finocchio selvatico, per prezzemolo, per cerfoglio. È l'errore che, secondo la tradizione, uccise Socrate. E ogni anno, in Italia, manda qualcuno in ospedale.
La cicuta maggiore (Conium maculatum) è una delle piante più velenose della flora italiana. Cresce spontanea quasi ovunque — bordi dei sentieri, fossi umidi, terreni incolti, persino ai margini degli orti. Appartiene alla stessa famiglia (Apiaceae) di finocchio, prezzemolo, carota, anice e cumino — ed è proprio questa somiglianza a renderla letale.
È pericolosa perché sembra commestibile.
Tutte le sue parti contengono coniina e altri alcaloidi neurotossici. La dose mortale per un adulto può essere di pochi grammi di frutti verdi. La coniina blocca la trasmissione neuromuscolare: provoca vomito, mal di testa, formicolii, poi una paralisi progressiva che può arrivare ai muscoli respiratori. Si muore per soffocamento, da coscienti. Non esiste un antidoto: il trattamento è solo di supporto, in ospedale.
Come distinguerla dalle piante commestibili — due segnali salvavita:
— Il fusto. La cicuta ha un fusto liscio, cavo, con caratteristiche macchie e striature rosso-violacee (da qui "maculatum"😉. Finocchio e prezzemolo selvatici non hanno queste macchie viola
— L'odore. Spezza una foglia o un fusto e annusa. Finocchio, anice e prezzemolo profumano in modo gradevole e aromatico. La cicuta no: emana un odore sgradevole, nauseabondo, che molti descrivono come urina di topo o di gatto. Se puzza, non è finocchio
Altri caratteri: pianta alta e slanciata, spesso più alta delle erbe intorno; foglie pennate finemente divise simili al prezzemolo; ombrelle di piccoli fiori bianchi.
La regola d'oro della raccolta selvatica:
Se non sei assolutamente certo dell'identificazione, non raccogliere e non assaggiare nulla. Con le Apiaceae il margine d'errore è la morte. Nel dubbio, ammira la pianta e lasciala dov'è.
In caso di ingestione o di sintomi dopo aver mangiato erbe selvatiche, contatta immediatamente un Centro Antiveleni (CAV) o il 112, e porta con te un campione della pianta.
Fusto macchiato di viola. Odore di urina di gatto. Due segnali che separano una cena dalla terapia intensiva.
#Cicuta #PianteTossiche #RaccoltaSelvatica #SicurezzaInGiardino #IdentificazionePiante
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Questa puoi scambiarla per finocchio selvatico, per prezzemolo, per cerfoglio. È l'errore che, secondo la tradizione, uccise Socrate. E ogni anno, in Italia, manda qualcuno in ospedale.
La cicuta maggiore (Conium maculatum) è una delle piante più velenose della flora italiana. Cresce spontanea quasi ovunque — bordi dei sentieri, fossi umidi, terreni incolti, persino ai margini degli orti. Appartiene alla stessa famiglia (Apiaceae) di finocchio, prezzemolo, carota, anice e cumino — ed è proprio questa somiglianza a renderla letale.
È pericolosa perché sembra commestibile.
Tutte le sue parti contengono coniina e altri alcaloidi neurotossici. La dose mortale per un adulto può essere di pochi grammi di frutti verdi. La coniina blocca la trasmissione neuromuscolare: provoca vomito, mal di testa, formicolii, poi una paralisi progressiva che può arrivare ai muscoli respiratori. Si muore per soffocamento, da coscienti. Non esiste un antidoto: il trattamento è solo di supporto, in ospedale.
Come distinguerla dalle piante commestibili — due segnali salvavita:
— Il fusto. La cicuta ha un fusto liscio, cavo, con caratteristiche macchie e striature rosso-violacee (da qui "maculatum"😉. Finocchio e prezzemolo selvatici non hanno queste macchie viola
— L'odore. Spezza una foglia o un fusto e annusa. Finocchio, anice e prezzemolo profumano in modo gradevole e aromatico. La cicuta no: emana un odore sgradevole, nauseabondo, che molti descrivono come urina di topo o di gatto. Se puzza, non è finocchio
Altri caratteri: pianta alta e slanciata, spesso più alta delle erbe intorno; foglie pennate finemente divise simili al prezzemolo; ombrelle di piccoli fiori bianchi.
La regola d'oro della raccolta selvatica:
Se non sei assolutamente certo dell'identificazione, non raccogliere e non assaggiare nulla. Con le Apiaceae il margine d'errore è la morte. Nel dubbio, ammira la pianta e lasciala dov'è.
In caso di ingestione o di sintomi dopo aver mangiato erbe selvatiche, contatta immediatamente un Centro Antiveleni (CAV) o il 112, e porta con te un campione della pianta.
Fusto macchiato di viola. Odore di urina di gatto. Due segnali che separano una cena dalla terapia intensiva.
#Cicuta #PianteTossiche #RaccoltaSelvatica #SicurezzaInGiardino #IdentificazionePiante
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nonnocucaracha: E' tssica anche per le mucche. Buonasera
ieri alle ore 17:37 · Ti stimo · Rispondi
fioredacciaio: Bravissimo.....grazie !
ieri alle ore 19:21 · Ti stimo · Rispondi



