Chiacchiera
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oggi alle ore 09:25 - 2.548 visualizzazioni
E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Quella quercia delusa.

Prima ha cominciato a non produrre foglie verdi, poi a far scendere i rami. Infine si è arresa la quercia più famosa del mondo. Quella che sta lì da un millennio a Sherwood.
Quella che nascondeva nel suo grande tronco - dieci metri di circonferenza- Robin Hood e i suoi amici quando venivano inseguiti dallo sceriffo di Nottingham per essere catturati.
La quercia complice di chi rubava ai prepotenti privilegiati per darlo ai poveri. Fra i rami e le foglie proteggeva il senso della giustizia in un mondo soffocato dai soprusi.
Dicono che la quercia stia morendo per colpa del caldo e della siccità degli ultimi anni. Per me si lascia morire perché scoraggiata.
Si è resa conto che ormai , non solo dalle sue parti, nessuno ruba più ai ricchi per dare una mano a chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.
Ma nemmeno c'è il sostegno a chi , per esempio in Italia, per vie legali, vorrebbe varare una patrimoniale da far pagare a quanti hanno troppo . Si oppongono addirittura i poveri.
Ha dato uno sguardo in giro ed ha visto che non ci sono più nemmeno persone che aiutano gli altri - nemmeno ad attraversare la strada figuriamoci ad alleviare la solitudine -e che i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.
E allora, le sono caduti i rami dalle braccia e ha deciso di non andare più avanti.
Delusa.
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L'immagine. E' la famosa quercia di Robin Hood. Fonte: The Royal for Protection of Birds
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Vaccata