Chiacchiera
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E' il giorno della nostra festa .
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno
Di Luciano Ragno

Augurissimi Repubblica !

Oggi , 80 anni fa, uomini e donne- dopo una lunga battaglia, anche a rischio della vita, alla dittatura - donano all'Italia la libertà fino ad allora negata. Il commosso grazie di noi tutti.
Le donne protagoniste. Per la prima volta vanno alle urne. Ricordo ancora mia madre che andò a votare piangendo di gioia. E nei mesi successivi recitano un ruolo fondamentale nella stesura della Carta Costituzionale.
E di uno di questi momenti parlo questa mattina.
E' il 1947. Da giorni si lavora alla Carta. Sono 556 i deputati eletti il 2 giugno 1946, fra questi solo 21 donne. Poche ma si fanno sentire.
Si discute uno degli articoli , il 3, il più delicato. E' pronta la bozza: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali”.
Si alza la senatrice Lina Merlin, deputata socialista*: “Cari colleghi, l'articolo discrimina. Non va votato così. Punisce la donna. Va aggiunto alle distinzioni : DI SESSO.
Si discute a lungo. Si vota. E il “DI SESSO” ” viene incluso , prima delle altre distinzioni.
Un articolo che è una rivoluzione .
Purtroppo quell'uguaglianza – soprattutto per la donna- ancora non c'è. Nel “ Global Gender Gap Report” l'Italia è al 85° posto, all'11° fra i G.2°
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Le donne e la nascita della Repubblica. Quella conquista sofferta del voto. Segnalo il film “C'è ancora domani” , un saggio della storica Patrizia Gabrielli su “La Repubblica “ di oggi e un bellissimo articolo di Paola Tiscornia su “Intimità”, il settimanale diretto da Sabrina Sacripanti, con tante testimonianze.
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Vaccata