Pegasus47: VERO, ma c'è un particolare: il Corano ti impone di proporre al "cane infedele" di convertirsi all'Islam, SOLO SE SI RIFIUTA DEVI SGOZZARLO. Il Levitico invece ti impone di SGOZZARE TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, ANIMALI COMPRESI, DEL PAESE CONQUISTATO, eccetto quelli di RAZZA EBRAICA. E TU SAI CHE EBREI SI NASCE, NESSUNO PUÒ CONVERTIRSI ALLA RAZZA EBRAICA. Spiace rilevare che nei secoli gli Ebrei hanno rinunciato al Levitico, mentre per i Musulmani LO SGOZZAMENTO è sempre attuale, addirittura LO FESTEGGIANO CON UN GIORNO DI FESTA MONDIALE!!!
Orabasta2633: Invece di scrivere cose "AD MINCHIAM", Avete mai letto il Corano? Il Corano non contiene un ordine incondizionato di uccidere gli "infedeli". Il noto "versetto della spada" (Sura 9, versetto 5) recita di uccidere i politeisti che combattevano i musulmani. Il contesto islamico specifica che questo si riferiva ai pagani che avevano violato i patti di pace, non a tutti i non-musulmani in generale. Altri passaggi (come la Sura 2, versetto 191) autorizzano a combattere chi aggredisce, ma vietano di attaccare donne, bambini, monaci o chi non partecipa attivamente al conflitto. Il Corano considera l'omicidio un peccato gravissimo, paragonando l'uccisione ingiusta di un essere umano all'uccisione dell'intera umanità. Spieghiamo un po' chi è questa famosa ed esperta Silvana De Mari così chi legge può farsi un'idea del personaggio che hai citato. Silvana De Mari è una scrittrice e blogger italiana. Autrice di libri per ragazzi, è nota anche per sostenere varie tesi complottiste e contrarie ad ogni indirizzo scientifico consolidato. In particolare, è sostenitrice di posizioni omofobe, sessiste, novax, antislamiste e dichiaratamente transfobiche. Ho detto tutto!
Martin: Pegasus47 Il paragone non funziona. Le prescrizioni violente del Levitico appartengono a un contesto tribale di 3.000 anni fa e nessun ebreo moderno le applica: sono testi religiosi, non leggi. Il problema attuale riguarda invece interpretazioni letteraliste dell’Islam politico, che in alcune aree del mondo giustificano ancora oggi sgozzamento rituale, pena di morte per apostasia e inferiorità legale delle donne. Quindi non è questione di “chi ha scritto cosa”, ma di chi oggi rivendica la validità di certe pratiche. E purtroppo non sono gli ebrei.
Orabasta2633: Martin Spiegami, per gli ebrei è un contesto tribale di 3.000 anni fa e per i musulmani no? E' tutta una questione di interpretazione, sia per la bibbia che per il corano. Esiste una minoranza di gruppi fondamentalisti e di ideologi estremisti che estrapola i versetti bellici dal loro alveo storico e letterario. Attraverso questa operazione di decontestualizzazione, tali organizzazioni cercano di giustificare atti di violenza, terrorismo o persecuzione contro chi non condivide la loro visione religiosa. Questa lettura letteralista e bellicosa viene respinta dalle principali istituzioni islamiche globali e dalla quasi totalità dei giuristi musulmani, i quali ribadiscono che l'uso della forza è strettamente regolato e limitato unicamente ad autorità statali legittime in casi di esplicita difesa o aggressione subita. E lo stesso vale per gli ebrei con la bibbia. Cos'è, gli ebrei sono i buoni e gli altri cattivi? E' sempre il solito discorso velatamente razzista!
Martin: Il tuo ragionamento parte da una premessa sbagliata: non è che “per gli ebrei è tribale e per i musulmani no”. La differenza non sta nei testi, ma nell’uso che se ne fa oggi. E ignorare questo dato non è neutralità: è chiudere gli occhi davanti alla realtà. Nessuno nega che Bibbia e Corano contengano passaggi duri, nati in contesti antichi. La domanda vera è: chi li applica ancora come legge dello Stato? Nel mondo ebraico moderno, la risposta è semplice: nessuno. Le norme violente del Levitico sono state storicizzate da secoli. Non esiste un Paese, nemmeno Israele, che le usi per punire, giudicare o governare. L’ebraismo contemporaneo ha trasformato quei testi in materiale simbolico, non in strumenti giuridici. Non è “bontà”: è evoluzione culturale e giuridica. Nel mondo islamico, invece, la situazione è più complessa. È vero che molti studiosi respingono letture estremiste, ma è altrettanto vero che alcuni Stati sovrani applicano ancora oggi interpretazioni letterali della sharia: Arabia Saudita, Iran, Afghanistan talebano. Qui non parliamo di “gruppuscoli fondamentalisti”, ma di codici penali ufficiali che prevedono pene corporali, restrizioni alla libertà religiosa, polizia morale, limitazioni ai diritti delle donne. Questo non è un giudizio morale sui musulmani: è un fatto politico.Dire che questa differenza non esiste e che “è tutto uguale” non è equilibrio: è rimuovere la realtà per non disturbare una narrativa. E accusare di razzismo chi fa notare una differenza giuridica concreta è un modo comodo per evitare il punto. Non si tratta di dire che “gli ebrei sono buoni” e “i musulmani cattivi”. Si tratta di riconoscere che alcune tradizioni hanno storicizzato i loro testi, mentre altre li mantengono come base normativa. È una differenza di sistemi legali, non di popoli. E negarla non rende più giusti: rende solo meno onesti
Pastafariano: Occhio che se non reagiamo quelli pensano di poterci fare il culo "come continua a succedere grazie ai buonisti idrofobi che li difendono, giustificandoli ogni volta" 😈
Il Levitico invece ti impone di SGOZZARE TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, ANIMALI COMPRESI, DEL PAESE CONQUISTATO, eccetto quelli di RAZZA EBRAICA.
E TU SAI CHE EBREI SI NASCE, NESSUNO PUÒ CONVERTIRSI ALLA RAZZA EBRAICA.
Spiace rilevare che nei secoli gli Ebrei hanno rinunciato al Levitico, mentre per i Musulmani LO SGOZZAMENTO è sempre attuale, addirittura LO FESTEGGIANO CON UN GIORNO DI FESTA MONDIALE!!!
Il problema attuale riguarda invece interpretazioni letteraliste dell’Islam politico, che in alcune aree del mondo giustificano ancora oggi sgozzamento rituale, pena di morte per apostasia e inferiorità legale delle donne.
Quindi non è questione di “chi ha scritto cosa”, ma di chi oggi rivendica la validità di certe pratiche. E purtroppo non sono gli ebrei.
Nel mondo islamico, invece, la situazione è più complessa. È vero che molti studiosi respingono letture estremiste, ma è altrettanto vero che alcuni Stati sovrani applicano ancora oggi interpretazioni letterali della sharia: Arabia Saudita, Iran, Afghanistan talebano. Qui non parliamo di “gruppuscoli fondamentalisti”, ma di codici penali ufficiali che prevedono pene corporali, restrizioni alla libertà religiosa, polizia morale, limitazioni ai diritti delle donne. Questo non è un giudizio morale sui musulmani: è un fatto politico.Dire che questa differenza non esiste e che “è tutto uguale” non è equilibrio: è rimuovere la realtà per non disturbare una narrativa. E accusare di razzismo chi fa notare una differenza giuridica concreta è un modo comodo per evitare il punto. Non si tratta di dire che “gli ebrei sono buoni” e “i musulmani cattivi”. Si tratta di riconoscere che alcune tradizioni hanno storicizzato i loro testi, mentre altre li mantengono come base normativa. È una differenza di sistemi legali, non di popoli. E negarla non rende più giusti: rende solo meno onesti