Chiacchiera
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Dr00pylivello 13
26 Maggio - 4.322 visualizzazioni
Un raccontoraccontato ciaociaoluna

Il potere di ascolto
non è virtù di chi tende l'orecchio,
ma di chi sopravvive alla logorrea che stilla come catrame da un cranio sfondato. Lamenti sesquipedali si accartocciano in gole di carta velina, lacrime di ciclostile mal inchiostrate cadono a piombo e non bagnano nessuno.Sedimenti patibolari si depositano lenti sul fondo di tazze mai lavate, dove il caffè sa di ghigliottina e lo zucchero di corda usata. È una litania che l'orecchio umano rifiuta di ospitare, la sputa indietro come un osso di oliva troppo amaro anche per i corvi. E allora resta solo il ronzio di un neon morente che illumina crani identici, file di bocche semiaperte in attesa di un verbo che non arriverà mai. Qualcuno gratta con l'unghia il bordo di un silenzio che si è fatto cornea, qualcun altro conta le crepe sul soffitto come se fossero sillabe di una lingua estinta. E in quel conto alla rovescia senza numeri si annida l'unico residuo di grazia:
sapere che il lamento, anche quando è infinito, alla fine si spegne per mancanza di fiato, non per mancanza di dolore.