Chiacchiera
ieri alle ore 20:33 - 2.654 visualizzazioni
Si dice che Freud abbia detto:
«Chi è sensibile attribuisce un'importanza enorme ai dettagli più insignificanti del comportamento altrui, quelli che generalmente
sfuggono alle persone normali».
Troppo.
Troppo emotivo...
troppo permaloso...
troppo esigente...
troppo tutto.
Dove gli altri vedono solo una frase, una persona sensibile «sente» il tono, le pause, una mancata Emoji.
Per gli altri è «niente».
Per lei è tutto.
Una persona sensibile capta tutto.
Anche le frequenze che gli altri non sentono.
Anche il rumore di fondo.
Ed è sfiancante.
Non perché sei fragile.
Perché hai corso una maratona
mentre gli altri facevano una passeggiata.
Il prezzo è alto. Il valore è immenso.
Il suo dramma più grande
non è sentire «troppo».
È doversi sentire sbagliata per questo.
Per tutta la vita si sente dire
“non te la prendere”, “fattene una ragione”, “sei esagerata”.
Così inizia a credere di essere rotta.
Inizia a mettere a tacere il radar per compiacere gli altri.
E quando una PAS smette di sentire, muore dentro.
Diventa cinica, spenta, arrabbiata.
Una persona sensibile non ha bisogno di «indurirsi».
Il consiglio peggiore che puoi darle è "fregatene".
Non può. Biologicamente non può.
Una persona altamente sensibile non è il problema; è la soluzione in un mondo sempre più cinico.
Perché in un'epoca dove tutti urlano
serve qualcuno che sussurra:
"Ehi, io l'ho sentito. Ti sei sentito solo.
lo ti vedo".
E quel qualcuno sei tu.
Tu che sei "troppo"
e grazie al cielo che esisti.
«Chi è sensibile attribuisce un'importanza enorme ai dettagli più insignificanti del comportamento altrui, quelli che generalmente
sfuggono alle persone normali».
Troppo.
Troppo emotivo...
troppo permaloso...
troppo esigente...
troppo tutto.
Dove gli altri vedono solo una frase, una persona sensibile «sente» il tono, le pause, una mancata Emoji.
Per gli altri è «niente».
Per lei è tutto.
Una persona sensibile capta tutto.
Anche le frequenze che gli altri non sentono.
Anche il rumore di fondo.
Ed è sfiancante.
Non perché sei fragile.
Perché hai corso una maratona
mentre gli altri facevano una passeggiata.
Il prezzo è alto. Il valore è immenso.
Il suo dramma più grande
non è sentire «troppo».
È doversi sentire sbagliata per questo.
Per tutta la vita si sente dire
“non te la prendere”, “fattene una ragione”, “sei esagerata”.
Così inizia a credere di essere rotta.
Inizia a mettere a tacere il radar per compiacere gli altri.
E quando una PAS smette di sentire, muore dentro.
Diventa cinica, spenta, arrabbiata.
Una persona sensibile non ha bisogno di «indurirsi».
Il consiglio peggiore che puoi darle è "fregatene".
Non può. Biologicamente non può.
Una persona altamente sensibile non è il problema; è la soluzione in un mondo sempre più cinico.
Perché in un'epoca dove tutti urlano
serve qualcuno che sussurra:
"Ehi, io l'ho sentito. Ti sei sentito solo.
lo ti vedo".
E quel qualcuno sei tu.
Tu che sei "troppo"
e grazie al cielo che esisti.
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Ma non invidio chi resta in superficie...e pazienza, si va avanti cosi'.
Buonanotte🤗🤗
Coraggio...😇