Vaccata
17 Maggio - 3.213 visualizzazioni
Internazionali de tennis magara 'nfartate....
Cinque ore prima del derby, lo stadio sembrava ancora addormentato.
Le curve erano vuote, enormi, silenziose. Solo qualche steward sbadigliava ai cancelli e gli addetti passavano lentamente con le scope sulle gradinate come se stessero preparando un teatro antico per l'ultima grande tragedia romana.
Ma sotto quel silenzio già pulsava qualcosa.
Perché il derby di Roma non comincia al fischio d'inizio.
Comincia ore prima, quando gli amici si prendono in giro pur sapendo che alla fine berranno insieme. Comincia nei parcheggi, nei bar di Ponte Milvio, nei motorini che sfrecciano con le bandiere legate male e che rischiano di volare via a ogni curva.
Questo era il derby nelle sue ore migliori: la presa in giro continua, feroce ma umana.
La città sembrava litigare con sé stessa da quasi un secolo, ma in fondo parlava la stessa lingua: quella delle domeniche allo stadio, delle radio accese in macchina, delle scaramanzie assurde e delle partite raccontate cento volte come fossero battaglie epiche.
Cinque ore prima dell'inizio, Roma non era ancora divisa.
È sospesa
Ma per qualche ora ancora, prima della battaglia sportiva, restava quella magia tutta romana fatta di sfottò, nostalgia e ricordi condivisi.
Perché il derby della capitale non è solo una partita.
È uno di quei racconti che ogni romano custodisce dentro di sé, anche quando fa finta di averlo dimenticato.
Cinque ore prima del derby, lo stadio sembrava ancora addormentato.
Le curve erano vuote, enormi, silenziose. Solo qualche steward sbadigliava ai cancelli e gli addetti passavano lentamente con le scope sulle gradinate come se stessero preparando un teatro antico per l'ultima grande tragedia romana.
Ma sotto quel silenzio già pulsava qualcosa.
Perché il derby di Roma non comincia al fischio d'inizio.
Comincia ore prima, quando gli amici si prendono in giro pur sapendo che alla fine berranno insieme. Comincia nei parcheggi, nei bar di Ponte Milvio, nei motorini che sfrecciano con le bandiere legate male e che rischiano di volare via a ogni curva.
Questo era il derby nelle sue ore migliori: la presa in giro continua, feroce ma umana.
La città sembrava litigare con sé stessa da quasi un secolo, ma in fondo parlava la stessa lingua: quella delle domeniche allo stadio, delle radio accese in macchina, delle scaramanzie assurde e delle partite raccontate cento volte come fossero battaglie epiche.
Cinque ore prima dell'inizio, Roma non era ancora divisa.
È sospesa
Ma per qualche ora ancora, prima della battaglia sportiva, restava quella magia tutta romana fatta di sfottò, nostalgia e ricordi condivisi.
Perché il derby della capitale non è solo una partita.
È uno di quei racconti che ogni romano custodisce dentro di sé, anche quando fa finta di averlo dimenticato.
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Classificare le persone dalle apparenze è il peggiore sbaglio che si possa fare, te lo assicuro, figuriamoci da quattro scritti qua.
Comunque ti ringrazio per le belle parole che hai speso per me 🤗