Chiacchiera
oggi alle ore 15:27 - 1.423 visualizzazioni
La mia riflessione sulle intelligenze artificiali e la salute.
Mi è capitato un episodio con le intelligenze artificiali che mi ha lasciato davvero perplesso e mi ha spinto a ragionare a fondo sulla questione.
Qualche tempo fa, dopo un normale esame medico, ho preso l'immagine diagnostica e l'ho sottoposta a un'intelligenza artificiale per sentire il suo parere. La prima ha risposto con una sicurezza assoluta, indicando un problema preciso in una zona ben visibile. Mi sono fermato a guardare lo schermo, perché sapevo che la realtà era diversa. Allora ho provato con una seconda IA: risposta completamente opposta, come se non ci fosse nulla di anomalo. Non capivo più niente. Per scrupolo ne ho consultata una terza, sempre sulla stessa immagine ad alta risoluzione. E questa ha visto due problemi distinti, del tutto differenti dai precedenti.
Tre pareri, tre versioni inconciliabili su un dato elementare e chiaro.
È stato in quel preciso istante che mi è crollata addosso la consapevolezza.
Oggi tanti di noi si rivolgono alle intelligenze artificiali per dubbi su disturbi, dolori o condizioni fisiche, fidandosi del fatto che rispondono all'istante e con un tono autorevole. Eppure, se non riescono a concordare nemmeno su un'osservazione così semplice e oggettiva, come possiamo pensare di affidargli decisioni che riguardano il nostro corpo?
Non è una posizione contro la tecnologia in sé, ma puro buon senso. Tra apparire competenti e esserlo davvero esiste un divario enorme, e ignorarlo può costare caro.
La prossima volta che ti assale un dubbio sulla tua salute, non giocartela al rischio. Il tuo corpo non è un campo di prova e la fiducia cieca non ha mai portato a niente di buono. Meglio rivolgersi sempre a un professionista vero, perché la nostra salute merita qualcosa di più solido di una risposta istantanea che suona convincente.
Mi è capitato un episodio con le intelligenze artificiali che mi ha lasciato davvero perplesso e mi ha spinto a ragionare a fondo sulla questione.
Qualche tempo fa, dopo un normale esame medico, ho preso l'immagine diagnostica e l'ho sottoposta a un'intelligenza artificiale per sentire il suo parere. La prima ha risposto con una sicurezza assoluta, indicando un problema preciso in una zona ben visibile. Mi sono fermato a guardare lo schermo, perché sapevo che la realtà era diversa. Allora ho provato con una seconda IA: risposta completamente opposta, come se non ci fosse nulla di anomalo. Non capivo più niente. Per scrupolo ne ho consultata una terza, sempre sulla stessa immagine ad alta risoluzione. E questa ha visto due problemi distinti, del tutto differenti dai precedenti.
Tre pareri, tre versioni inconciliabili su un dato elementare e chiaro.
È stato in quel preciso istante che mi è crollata addosso la consapevolezza.
Oggi tanti di noi si rivolgono alle intelligenze artificiali per dubbi su disturbi, dolori o condizioni fisiche, fidandosi del fatto che rispondono all'istante e con un tono autorevole. Eppure, se non riescono a concordare nemmeno su un'osservazione così semplice e oggettiva, come possiamo pensare di affidargli decisioni che riguardano il nostro corpo?
Non è una posizione contro la tecnologia in sé, ma puro buon senso. Tra apparire competenti e esserlo davvero esiste un divario enorme, e ignorarlo può costare caro.
La prossima volta che ti assale un dubbio sulla tua salute, non giocartela al rischio. Il tuo corpo non è un campo di prova e la fiducia cieca non ha mai portato a niente di buono. Meglio rivolgersi sempre a un professionista vero, perché la nostra salute merita qualcosa di più solido di una risposta istantanea che suona convincente.
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Intelligenza da mamma nel bosco.