Magari qualcuno si schiarisce le idee... anche se ne sconsiglio (a loro) la lettura per via delle controindicazioni. Siate almeno previdenti, maalox sempre pronto.😂
oliver: Oggi assistiamo al solito spettacolo: le opposizioni chiedono le dimissioni del Ministro Nordio e Matteo Renzi arriva a chiedere quelle di Giorgia Meloni. Ma sanno come funziona tecnicamente la procedura? L'istanza parte dall'avvocato verso il Colle, ma il lavoro di verifica lo fa la Magistratura. In base all’art. 681 del C.P.P., è la Procura Generale di Milano che deve accertare la veridicità dei fatti. E sono stati proprio i magistrati a certificare come "vero" quanto dichiarato dalla Minetti e a parlare di una sua "radicale presa di distanza dal passato". Il Ministro della Giustizia, ricevuta un'istruttoria così blindata dai magistrati, funge da semplice tramite tecnico. Non ha né il potere né le strutture per "accertare gli accertamenti" della Procura. Se errore c'è stato, è della magistratura (come ammesso dalla stessa Procuratrice Generale di Milano che ha parlato di "mancanza di perspicacia"😉, non certo di Nordio o della Meloni. Ricordiamoci che dal 1999 non esiste più il "Ministero di Grazia e Giustizia" proprio perché la grazia è prerogativa esclusiva del Quirinale. Questo principio è stato sancito dalla Corte Costituzionale nel 2006 (sentenza n. 200), nata dopo lo scontro durissimo tra il Presidente Ciampi e il Ministro Castelli: Ciampi voleva la grazia per Ovidio Bompressi (militante di Lotta Continua condannato per l'omicidio del commissario Calabresi), mentre il Ministro si opponeva. La Consulta diede ragione al Presidente: la scelta finale spetta solo a lui. Su 1.500 richieste inviate da Nordio, il Colle ne ha scelte solo 27: la priorità è stata del Presidente, non del Governo. È paradossale che perfino Il Fatto Quotidiano, pur di colpire Nordio, finisca per denunciare a sua insaputa un caso di malagiustizia dei suoi stessi beniamini in toga. La Costituzione o la si difende sempre, o si ammetta che la si usa solo per convenienza politica
oliver: Su questa storia della grazia alla signorina Minetti riporto pari pari il parere del Dottor Luciano La Marca, già magistrato del tribunale di Taranto, che da par suo e in maniera ineccepibile e argomentata giuridicamente, dice esattamente come stanno le cose sgombrando il campo dalla confusione artatamente creata da chi vuole strumentalizzare anche questo episodio banalissimo con la solita noiosa e ripetitiva richiesta di dimissioni di Nordio e addirittura della Meloni che entrano nella vicenda come il cavolo a merenda. Ovviamente immancabile l'altrettanto noiosa e ripetitiva richiesta delle opposizioni che ormai ripetono come un mantra "la Meloni venga a riferire in Parlamento". La prossima volta se l'usciere del Ministero della Giustizia va in bagno chiederanno anche per questo fatto che "Meloni venga a riferire in Parlamento". Qui si sta discutendo di guerre e di documento finanziario e questi vogliono che il Presidente del Consiglio riferisca in Parlamento su una baggianata del genere. Questo il parere giuridico del dottor La Marca Luciano la Marca ART. 681 CPP Se il condannato è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al magistrato di sorveglianza, il quale, acquisiti tutti gli elementi di giudizio utili e le osservazioni del procuratore generale presso la corte di appello del distretto ove ha sede il giudice indicato nell'articolo 665, la trasmette al ministro con il proprio parere motivato. Se il condannato non è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al predetto procuratore generale, il quale, acquisite le opportune informazioni, la trasmette al ministro con le proprie osservazioni Gli accerramenti deve effettuarli l'ufficio del pubblico ministero che dorrebbe eseguire la pena. Infatti il procuratore di Milano NANNI sta recitando il mea culpa e ha sguinzagliato ora anche l'interpol. Nel frattempo danno la colpa a NORDIO..." Quindi Mattarella chiede a Nordio di istruire la pratica per la grazia a Minetti, Nordio come prevede la legge, incarica la Procura generale di Milano e la polizia di Stato per fare tutte le indagini del caso ed esprimere il proprio parere. Nordio ricevuto il parere positivo della Procura generale (che tra l'altro come si legge nel parere trasforma la signorina Minetti in Madre Teresa di Calcutta) lo invia a Mattarella che concede la grazia. E dopo questo iter si chiedono le dimissioni a Nordio e a Meloni mentre tutta la responsabilità non è nè di Nordio, nè di Mattarella nè tanto meno di Meloni ma solo e soltanto della Procura generale di Milano che ha fatto le indagini. Forse che Nordio e Mattarella avrebbero dovuto mettere in dubbio il parere del Procuratore generale di Milano e fare a loro volta delle contro indagini per verificare se quelle condotte dalla Procura e dalla polizia erano corrette? Ma siamo matti? E quel saltimbanco e voltagabbana di Renzi ha chiesto che si dimetta non solo Nordio ma addirittura Meloni. Ma si sa Renzi si deve guadagnare lo strapuntino in Parlamento che col suo 2% potrebbe vedere solo col binocolo. Quindi, come tutti i transfughi, deve essere più realista del re e spararla più grossa per accreditarsi presso i nuovi padroni Schlein e Conte. Che pena ragazzi che pena. E tiene pure la faccia di andare per televisioni.
L'istanza parte dall'avvocato verso il Colle, ma il lavoro di verifica lo fa la Magistratura. In base all’art. 681 del C.P.P., è la Procura Generale di Milano che deve accertare la veridicità dei fatti. E sono stati proprio i magistrati a certificare come "vero" quanto dichiarato dalla Minetti e a parlare di una sua "radicale presa di distanza dal passato".
Il Ministro della Giustizia, ricevuta un'istruttoria così blindata dai magistrati, funge da semplice tramite tecnico. Non ha né il potere né le strutture per "accertare gli accertamenti" della Procura. Se errore c'è stato, è della magistratura (come ammesso dalla stessa Procuratrice Generale di Milano che ha parlato di "mancanza di perspicacia"😉, non certo di Nordio o della Meloni.
Ricordiamoci che dal 1999 non esiste più il "Ministero di Grazia e Giustizia" proprio perché la grazia è prerogativa esclusiva del Quirinale. Questo principio è stato sancito dalla Corte Costituzionale nel 2006 (sentenza n. 200), nata dopo lo scontro durissimo tra il Presidente Ciampi e il Ministro Castelli: Ciampi voleva la grazia per Ovidio Bompressi (militante di Lotta Continua condannato per l'omicidio del commissario Calabresi), mentre il Ministro si opponeva. La Consulta diede ragione al Presidente: la scelta finale spetta solo a lui.
Su 1.500 richieste inviate da Nordio, il Colle ne ha scelte solo 27: la priorità è stata del Presidente, non del Governo.
È paradossale che perfino Il Fatto Quotidiano, pur di colpire Nordio, finisca per denunciare a sua insaputa un caso di malagiustizia dei suoi stessi beniamini in toga.
La Costituzione o la si difende sempre, o si ammetta che la si usa solo per convenienza politica
Luciano la Marca
ART. 681 CPP
Se il condannato è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al magistrato di sorveglianza, il quale, acquisiti tutti gli elementi di giudizio utili e le osservazioni del procuratore generale presso la corte di appello del distretto ove ha sede il giudice indicato nell'articolo 665, la trasmette al ministro con il proprio parere motivato. Se il condannato non è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al predetto procuratore generale, il quale, acquisite le opportune informazioni, la trasmette al ministro con le proprie osservazioni
Gli accerramenti deve effettuarli l'ufficio del pubblico ministero che dorrebbe eseguire la pena.
Infatti il procuratore di Milano NANNI sta recitando il mea culpa e ha sguinzagliato ora anche l'interpol.
Nel frattempo danno la colpa a NORDIO..."
Quindi Mattarella chiede a Nordio di istruire la pratica per la grazia a Minetti, Nordio come prevede la legge, incarica la Procura generale di Milano e la polizia di Stato per fare tutte le indagini del caso ed esprimere il proprio parere. Nordio ricevuto il parere positivo della Procura generale (che tra l'altro come si legge nel parere trasforma la signorina Minetti in Madre Teresa di Calcutta) lo invia a Mattarella che concede la grazia. E dopo questo iter si chiedono le dimissioni a Nordio e a Meloni mentre tutta la responsabilità non è nè di Nordio, nè di Mattarella nè tanto meno di Meloni ma solo e soltanto della Procura generale di Milano che ha fatto le indagini. Forse che Nordio e Mattarella avrebbero dovuto mettere in dubbio il parere del Procuratore generale di Milano e fare a loro volta delle contro indagini per verificare se quelle condotte dalla Procura e dalla polizia erano corrette? Ma siamo matti?
E quel saltimbanco e voltagabbana di Renzi ha chiesto che si dimetta non solo Nordio ma addirittura Meloni. Ma si sa Renzi si deve guadagnare lo strapuntino in Parlamento che col suo 2% potrebbe vedere solo col binocolo. Quindi, come tutti i transfughi, deve essere più realista del re e spararla più grossa per accreditarsi presso i nuovi padroni Schlein e Conte. Che pena ragazzi che pena. E tiene pure la faccia di andare per televisioni.
A prposito, la Meloni è poi andata a riferire in Parlamento, come avevano ordinato le scimmiette? 😊