Chiacchiera
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ieri alle ore 10:18 - 2.863 visualizzazioni
E' già lunedì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

L'eterno filo spinato.

La maledizione del filo spinato. Ogni tanto torna.
Questa volta non avvolge campi di concentramento. Si mette in mezzo a una strada, davanti a 55 ragazzi palestinesi che vogliono andare a scuola . Le lezioni sono lì, a un passo, in attesa degli scolari .
Sono tristi i ragazzi. Due di loro ,giorni fa, son stati uccisi. Uno proprio nel cortile della scuola.
Per giorni e giorni i genitori sopportano, poi protestano, si avvicinano ai fili spianati e improvvisano un sit-in. E allora piovono lacrimogeni.
Anche questa mattina la scuola resta deserta.
Cosi da diversi giorni in Cisgiordania, a Khirbet Unm Al Khaur nel territorio palestinese occupato.
Sempre loro a bloccare la strada e a compiere violenze ,i coloni israeliani , irriducibili nella loro voglia di occupare quei terreni. Protetti dall'esercito, armi in mano, intimidiscono i residenti attraverso i loro figli per costringerli ad andarsene.
Lo afferma Save the Children, l'Organizzazione che, da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Save the Children chiede ai governi in continuazione di fare pressione sulle autorità israeliane affinché pongano fine a tutte le politiche e pratiche discriminatorie che contribuiscono al clima di coercizione in Cisgiordania e in tutto il Territorio Palestinese Occupato.
La risposta è il filo spinato.
“ Quando la vita è appena a un filo, è incredibile il prezzo del filo” ha detto Daniel Pennac.
Laggiù il prezzo è la vita.
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