Chiacchiera
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Dr00pylivello 13
26 Aprile - 3.322 visualizzazioni
Così per cambiare un po' ...sopravvivenza urbana asdasd

Esci di casa con l'ingenuità di chi pensa: “Dai, saranno sì e no dieci minuti.” In realtà stai entrando in un esperimento sociale. La zona stazione ad esempio è un multiverso. C'è quello che deve prendere il treno e parcheggia in terza fila con le quattro frecce (le quattro frecce, unico strumento che assolve da ogni peccato, tipo indulgenza plenaria). C'è quello che scende dalla macchina lasciando lo sportello aperto come se stesse evacuando da un elicottero in fiamme. C'è il pedone che attraversa a caso, perché le strisce sono un'opinione, un suggerimento poetico sull'asfalto..Le strisce sono decorative. Tipo le tovaglie buone che non si usano mai. Il pedone si affaccia, timido, mette un piede avanti, lo ritira, guarda negli occhi l'automobilista. È un duello western. Chi cede per primo perde. Spesso perde il pedone. I più temerari tirano pugni sui cofani. Tu sei lì, in coda. Davanti a te uno con il SUV grande come una barca a vela decide che forse, ma forse, potrebbe accostare. Senza freccia. La freccia è un accessorio vintage, tipo il mangianastri. La metti solo per rievocazioni storiche. Le frecce sono come i sentimenti negli anni Novanta: si tengono dentro. Giri a destra? Non si dice. Svolti a sinistra? Colpo di scena. Esci
dalla rotonda? Plot twist. Superi indenne la stazione e pensi di avercela fatta. Illusione. Perché poi c'è “ il prima di arrivare al ponte”. Le macchine si moltiplicano e la precedenza diventa un concetto filosofico. Chi passa Chi ha più fede. O chi accelera di più.
C'è sempre quello che inchioda all'improvviso, senza motivo apparente. Nessun pedone, nessun gatto, nessuna visione mariana. Frena così, per sentire qualcosa.

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