Chiacchiera
ieri alle ore 08:57 - 3.205 visualizzazioni
Buona domenica.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
La coscienza nel deserto.
Tanti , ma proprio tanti, anni fa a Cesena, intervistai per “Il Messaggero” Konrad Lorenz, famoso zoologo ed etologo, Nobel per la medicina. Una lunga conversazione: fra quelle – e sono proprio un'infinità-che ancora ricordo per la saggezza e la simpatia di chi, paziente, era lì a sentire le mie domande. E a rispondere .
Da allora, spesso sono tornato a leggere le sue opere. E molte delle sue affermazioni mi continuano a interessare. Una in particolare:
“Sono pienamente convinto, dico pienamente, che gli animali hanno una coscienza. L'uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva”.
Mi è tornata in mente leggendo una storia che ha dato vita a un film, da oggi nelle sale*. Una storia vera. Accaduta nel Novecento ma emersa diversi decenni dopo in un libro.
E' l'incredibile storia di Hadara, perduto a due anni dalla mamma nomade nel deserto del Sahara durante una tempesta di sabbia, allevato per dieci anni da due struzzi- un maschio e una femmina- uccelli che non sanno volare ma corrono in modo incredibile. Sono i più grandi degli uccelli.
L'hanno alimentato con i loro stessi cibi , protetto dal Sole, dal freddo e dalle tempeste di sabbia, difeso dagli altri animali.
Come un figlio.
Hadara è stato trovato- ripeto: dopo 10 anni- in buone condizioni di salute, e restituito alla madre. Si sposerà, avrà cinque figli. E' morto anziano.
La coscienza - quella coscienza di cui parlava Lorenz- ha spinto quegli animali a far cresce il bambino fino a farlo diventare ragazzo. La coscienza che diventa sensibilità e solidarietà.
Leggo questa storia- ripeto è vera- e guardo in giro gli uomini. Molti l'hanno perduta.
______________________________
Il film : “Il figlio del deserto” del regista Gilles de Maistre, è tratto dal libro “Hadara: The Ostrich Child” della giornalista Monica Zac,
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno
La coscienza nel deserto.
Tanti , ma proprio tanti, anni fa a Cesena, intervistai per “Il Messaggero” Konrad Lorenz, famoso zoologo ed etologo, Nobel per la medicina. Una lunga conversazione: fra quelle – e sono proprio un'infinità-che ancora ricordo per la saggezza e la simpatia di chi, paziente, era lì a sentire le mie domande. E a rispondere .
Da allora, spesso sono tornato a leggere le sue opere. E molte delle sue affermazioni mi continuano a interessare. Una in particolare:
“Sono pienamente convinto, dico pienamente, che gli animali hanno una coscienza. L'uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva”.
Mi è tornata in mente leggendo una storia che ha dato vita a un film, da oggi nelle sale*. Una storia vera. Accaduta nel Novecento ma emersa diversi decenni dopo in un libro.
E' l'incredibile storia di Hadara, perduto a due anni dalla mamma nomade nel deserto del Sahara durante una tempesta di sabbia, allevato per dieci anni da due struzzi- un maschio e una femmina- uccelli che non sanno volare ma corrono in modo incredibile. Sono i più grandi degli uccelli.
L'hanno alimentato con i loro stessi cibi , protetto dal Sole, dal freddo e dalle tempeste di sabbia, difeso dagli altri animali.
Come un figlio.
Hadara è stato trovato- ripeto: dopo 10 anni- in buone condizioni di salute, e restituito alla madre. Si sposerà, avrà cinque figli. E' morto anziano.
La coscienza - quella coscienza di cui parlava Lorenz- ha spinto quegli animali a far cresce il bambino fino a farlo diventare ragazzo. La coscienza che diventa sensibilità e solidarietà.
Leggo questa storia- ripeto è vera- e guardo in giro gli uomini. Molti l'hanno perduta.
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Il film : “Il figlio del deserto” del regista Gilles de Maistre, è tratto dal libro “Hadara: The Ostrich Child” della giornalista Monica Zac,
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Patella: Bellissima storia
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ieri alle ore 10:30 · Ti stimo · Rispondi



