Chiacchiera
11 Aprile - 3.904 visualizzazioni
Qualcosa di diverso anche oggi 




Da bambino avevo imparato a fare i calcoli a mente più veloce che potevo perché non riuscivo a imparare le tabelline a memoria. Mai riuscito a tenere niente a memoria. Però la maestra mi beccava sempre perché avevo un'espressione stupida rivolta verso il vuoto e usavo le dita per tenere a mente il numero per cui moltiplicare. O avrei dimenticato pure quello mentre ero preso a calcolare. Non riesco a imparare le cose a memoria. Non mi lascerebbero lo spazio necessario nel cranio acciocché l'ondivago fluire del vuoto fecondo, ove s'affrettano sparuti scampoli dello spaventevole e recondito significato, possa espletarsi in tutta la sua silente ma purtuttavia regale magniloquenza.
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Da bambino avevo imparato a fare i calcoli a mente più veloce che potevo perché non riuscivo a imparare le tabelline a memoria. Mai riuscito a tenere niente a memoria. Però la maestra mi beccava sempre perché avevo un'espressione stupida rivolta verso il vuoto e usavo le dita per tenere a mente il numero per cui moltiplicare. O avrei dimenticato pure quello mentre ero preso a calcolare. Non riesco a imparare le cose a memoria. Non mi lascerebbero lo spazio necessario nel cranio acciocché l'ondivago fluire del vuoto fecondo, ove s'affrettano sparuti scampoli dello spaventevole e recondito significato, possa espletarsi in tutta la sua silente ma purtuttavia regale magniloquenza.
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A cominciare dalla tua intro "Qualcosa di diverso anche oggi" che conferma quel che già sai😎😎
E anche del "metodo Dr0'... "😎 che dire se non che è geniale?
E, infine, col terzo e finale (forse) frammento, Dr0', tocchi l'apice poetico, passando dalle tabelline alla fantascienza mitologica per approdare, infine, ad una sorta di rivincita dell'essere sull'avere🤗
Grazie davvero per queste parole così belle e generose. Leggendoti, mi fai sentire un po’ come un alchimista pazzo che, partendo dalle umili tabelline dimenticate e dalle dita che contano di nascosto, è riuscito a combinare un piccolo pot-pourri tra umano, assurdo, cosmico e comico… per poi atterrare, con l’ultimo frammento, su quella rivincita poetica dell’essere sull’avere.In fondo è proprio questo che mi ha sempre affascinato: non accumulare nozioni come trofei da scaffale, ma lasciare spazio al fluire ondivago, al laboratorio mentale caotico, a quel “silente ma purtuttavia regale magniloquenza” che ogni tanto produce qualcosa di vivo invece che di impolverato. 🤭🤭😍😍🤭🤭