Chiacchiera
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20 Marzo - 3.044 visualizzazioni
E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Felicità, perché sei andava via?

Oggi è la Giornata Internazionale della Felicità. Ma trova un mondo infelice e diviso . Non certo in uno dei migliori momenti.
Se la Felicità è serenità non si è può essere tranquilli con aerei e droni in volo e carri armati in cammino: tutti con una bomba , invece del famoso fiore. E poi quelle guerre dimenticate dagli uomini e forse anche da Dio. Non basta: Libano e Palestina sotto il tallone degli invasori. E non è certo serenità entrare in un mercato per la spesa e fermarsi a un distributore. Non bastano certo 25 centesimi!
Se la Felicità è concordia , questa è lontana .Un mondo diviso. Mai come oggi è lite sulle frontiere degli scambi commerciali che un tempo erano anche conoscenza fra i popoli e ora sono rivalità. Una concordia che la politica non favorisce cercando, proprio nello scontro, l'energia per alimentarsi. Quella politica che non ha più un protagonista, Umberto Bossi. “Sognava la Padania ma fu convertito dall'Italia” scrive oggi “Il Messaggero”.
In casa nostra siamo oltre: addirittura il confronto -molto acceso- alle urne su un referendum che va a intaccare in più punti la Carta Costituzionale. Alla vigilia del voto vado a rileggere l'articolo 104 :
“La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.
Più leggo queste parole e più le trovo sagge , chiare, precise, assolute. Per me cittadino e giornalista sono garanzia di libertà.
E allora, andiamo a cercare la Felicità in noi stessi. Quella nei nostri affetti. E nelle nostre amicizie. La più genuina. Solo nostra.
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