Chiacchiera
ieri alle ore 12:10 - 3.296 visualizzazioni
C'è un hashtag che gira ovunque in questi giorni. Si chiama #SendBarron e chiede a Trump di spedire suo figlio al fronte.
Sembra solo una provocazione, ma dietro c'è una verità antica che nessun discorso ufficiale ha mai il coraggio di pronunciare: le guerre le combattono sempre gli stessi. I ragazzi delle periferie, i figli di chi fatica ad arrivare a fine mese, i corpi di chi non ha mai avuto accesso a quei tavoli dove si decide chi muore e perché.
I figli di chi firma i decreti, di chi sale sui palchi a parlare di patria e sacrificio, quelli stanno da un'altra parte. Al sicuro. Come sempre.
Toby Morton, ex autore di South Park, ci ha costruito sopra un sito satirico diventato virale. E la viralità di quella provocazione racconta qualcosa di importante: quando il linguaggio della politica perde ogni credibilità, la gente non si limita ad arrabbiarsi. Ride. Ironizza. Usa la satira come bisturi per tagliare la retorica e arrivare all'osso.
Il discorso è sempre lo stesso: chi decide non rischia. Chi rischia non decide.
Finché questa asimmetria esiste, la domanda resterà lì, scomoda e inevitabile.
Se la guerra è giusta, se è necessaria, se è inevitabile, perché i primi a partire sono sempre i figli degli altri? 🧐
Sembra solo una provocazione, ma dietro c'è una verità antica che nessun discorso ufficiale ha mai il coraggio di pronunciare: le guerre le combattono sempre gli stessi. I ragazzi delle periferie, i figli di chi fatica ad arrivare a fine mese, i corpi di chi non ha mai avuto accesso a quei tavoli dove si decide chi muore e perché.
I figli di chi firma i decreti, di chi sale sui palchi a parlare di patria e sacrificio, quelli stanno da un'altra parte. Al sicuro. Come sempre.
Toby Morton, ex autore di South Park, ci ha costruito sopra un sito satirico diventato virale. E la viralità di quella provocazione racconta qualcosa di importante: quando il linguaggio della politica perde ogni credibilità, la gente non si limita ad arrabbiarsi. Ride. Ironizza. Usa la satira come bisturi per tagliare la retorica e arrivare all'osso.
Il discorso è sempre lo stesso: chi decide non rischia. Chi rischia non decide.
Finché questa asimmetria esiste, la domanda resterà lì, scomoda e inevitabile.
Se la guerra è giusta, se è necessaria, se è inevitabile, perché i primi a partire sono sempre i figli degli altri? 🧐

Confused: A fare cosa? A spararsi le seghe?
ieri alle ore 12:15 · Ti stimo · Rispondi
hamilton89: Erano tempi diversi e premesso che non me ne frega niente di politica ma la storia ci ricorda rare eccezioni, per esempio ma non è l'unica : I figli di Benito Mussolini hanno partecipato attivamente alla Seconda Guerra Mondiale, principalmente come ufficiali nell'aeronautica, sostenendo il regime fascista. Bruno Mussolini morì nel 1941 durante un volo di prova, mentre Vittorio Mussolini prese parte a operazioni aeree in Africa e Spagna. Anche il figlio illegittimo Benito Albino morì durante il conflitto.
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ieri alle ore 12:17 · Ti stimo · Rispondi
FarangTao: hamilton89 anche i reali d'Inghilterra mandano i loro figli in guerra. Ma cosa possiamo pretendere da Trump che per 5 volte si è salvato dalla chiamata obbligatoria per la guerra del Vietnam, presentando certificati medici non certo credibili.
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ieri alle ore 12:28 · Ti stimo · Rispondi
Gas75: Ma ci andasse lui padre personalmente!
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ieri alle ore 12:36 · Ti stimo · Rispondi
hamilton89: FarangTao da lui proprio niente, è lì per la seconda volta solo per proteggere il suo impero economico che si stava sgretolando, è un fantoccio in mano alle lobby delle industrie belliche e basta.
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ieri alle ore 12:39 · Ti stimo · Rispondi
Isotta: hamilton89 Benito Aldbino Mussolini non partecipò mai alla guerra morì in manicomio(come sua madre) nell'agosto del 42
ieri alle ore 13:31 · Ti stimo · Rispondi



