Chiacchiera
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Dr00pylivello 13
1 Marzo - 2.619 visualizzazioni
Baytadarell Isabel mosayco asdasd
Sgarambanghio Ultretonide Vaccarpazio,
mostro d'audacia e d'empio furore,
che dal volgo è detto con terrore
“Il Burbanzoso Trucidatone”,
era di que' pirati il più crudele e il più fero,
che nel vasto teatro de' flutti,
tra i Sette Mari e i Laghi ancor compresi,
regnava qual mostro d'Abisso in carne umana. Su la sua nave, portentosa e infame,
“Scofanatrice dei Sette Mari Laghi Compresi”,
che di vele gonfie di venti infernali
pareva un leviatano di bronzo e di sangue,
ei teneva un Diario di bordò,
tinto non d'inchiostro, ma di vermiglio vivo,
di quel vermiglio che dalle gole squarciate
sgorga qual fontana di rubini liquefatti. In quel volume, rilegato in pelle d'innocenti scorticati,
con caratteri tremuli e superbi,
annotava con diligenza da notaio d'Inferno
le sue stragi, le sue carneficine,
con dovizia di particolari splatterosi e maravigliosi:
il guizzo estremo dell'occhio morente,
il rombo sordo del cranio che si fende
come noce sotto il martello del boia,
le budella srotolate a guisa di serpi scarlatti
che danzano al ritmo del vento marino,
gli schizzi arteriosi che imbrattano le vele
e vi dipingono rose effimere di porpora,
il fetore dolceastro delle viscere al sole,
e il tempo esatto che impiega un corpo
a passar dal candor della vita
al tetro livido della putrefazione. Oh maraviglia! Ché in ogni strage ei trovava
un nuovo concetto, un arguto trastullo
tra bellezza e orrore, tra vita fugace e morte eterna:
ché il sangue, qual vino generoso,
inebriava l'anima sua barbara,
e il gemito delle vittime era musa
che gli dettava versi di crudele armonia. Chi non sa far stupir, vada alla forca!
Egli stupiva, e il mondo tremava.
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