Satira
oggi alle ore 20:58 - 1.939 visualizzazioni
In mezzo alla tragedia, come sempre, ci pensa l’Italia a portare la commedia.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto risulta infatti bloccato a Dubai con la famiglia a causa dello scoppio della guerra in Iran.
Un attacco che evidentemente il nostro ministro della Difesa non aveva minimamente previsto.
L’uomo che dovrebbe avere accesso alle informazioni di intelligence più riservate del Paese, che dovrebbe sapere prima di chiunque altro quando il mondo sta per prendere fuoco, prende un volo e va a Dubai. La sera prima che scoppi la guerra.
Per mesi, mesi, ci hanno raccontato la favola della Meloni pontiera. Della Meloni che aveva il filo diretto con Trump. Della Meloni che era l’unica leader europea con un rapporto privilegiato con la nuova amministrazione americana.
E qualcuno, ingenuo, ci credeva anche. Pensava che tutto quel pellegrinaggio servisse almeno a qualcosa. Che almeno, in caso di crisi, una telefonata l’avremmo ricevuta. Un “Giorgia, guarda, tra 48 ore succede il finimondo, organizzati”.
E invece niente.
Quindi ricapitoliamo: il ministro della Difesa non sapeva nulla ed è rimasto incastrato in una zona di guerra. La presidente del Consiglio, quella col rapporto speciale con Trump, non sapeva niente nemmeno lei. Il ministro degli Esteri Tajani, figuriamoci. I nostri servizi di intelligence evidentemente non avevano la minima idea di quello che bolliva in pentola.
Questi sono quelli che ci dovrebbero proteggere. Quelli che ogni giorno ci vendono sicurezza, difesa, sovranità, patria.
E al primo vero momento di crisi internazionale, il ministro della Difesa è in coda al gate di Dubai come un qualunque turista col trolley.
Siamo in ottime mani.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto risulta infatti bloccato a Dubai con la famiglia a causa dello scoppio della guerra in Iran.
Un attacco che evidentemente il nostro ministro della Difesa non aveva minimamente previsto.
L’uomo che dovrebbe avere accesso alle informazioni di intelligence più riservate del Paese, che dovrebbe sapere prima di chiunque altro quando il mondo sta per prendere fuoco, prende un volo e va a Dubai. La sera prima che scoppi la guerra.
Per mesi, mesi, ci hanno raccontato la favola della Meloni pontiera. Della Meloni che aveva il filo diretto con Trump. Della Meloni che era l’unica leader europea con un rapporto privilegiato con la nuova amministrazione americana.
E qualcuno, ingenuo, ci credeva anche. Pensava che tutto quel pellegrinaggio servisse almeno a qualcosa. Che almeno, in caso di crisi, una telefonata l’avremmo ricevuta. Un “Giorgia, guarda, tra 48 ore succede il finimondo, organizzati”.
E invece niente.
Quindi ricapitoliamo: il ministro della Difesa non sapeva nulla ed è rimasto incastrato in una zona di guerra. La presidente del Consiglio, quella col rapporto speciale con Trump, non sapeva niente nemmeno lei. Il ministro degli Esteri Tajani, figuriamoci. I nostri servizi di intelligence evidentemente non avevano la minima idea di quello che bolliva in pentola.
Questi sono quelli che ci dovrebbero proteggere. Quelli che ogni giorno ci vendono sicurezza, difesa, sovranità, patria.
E al primo vero momento di crisi internazionale, il ministro della Difesa è in coda al gate di Dubai come un qualunque turista col trolley.
Siamo in ottime mani.
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Barun, noi purtroppo spettatori paganti