Satira
ieri alle ore 12:49 - 3.235 visualizzazioni
### Referendum Giustizia: bufera sulle parole di Gratteri - Bar Sport di Briga Novarese, giovedì 13 febbraio 2026
Nel Bar Sport di Briga Novarese, dove il cappuccino arriva sempre con un velo di polvere di caffè come se fosse nevicato in tazza, stamattina l'aria era elettrica. Non per il maltempo, che quello lo fa il Peppone quando starnutisce, ma per le parole del procuratore Gratteri sul referendum. Tonino «il Termosifone» è entrato con il giornale spalancato come una bandiera di resa e ha sbattuto il Corriere sul bancone.
«Sentite qua: Gratteri dice che chi vota Sì al referendum sono imputati, indagati e massoneria deviata. E le persone perbene votano No. Punto. Fine della trasmissione.»
El Poeta, dietro il bancone, ha smesso di lucidare il bicchiere numero sette (quello che riflette la luce come uno specchio deformante) e ha declamato sottovoce:
«Massoni deviati, imputati e indagati / votan Sì, ma solo se pagati. / Le persone perbene, con la cravatta dritta, / No secco, come una porta che sbatti.»
Il ragionier Gualtieri ha alzato gli occhi dal cruciverba, dove la definizione “setta segreta con cravatta” era rimasta vuota da tre giorni.
«Ma insomma, se uno vota Sì perché vuole separare le carriere, è automaticamente massone? Io ho votato Sì al referendum sul divorzio e non ho mai visto un compasso in vita mia. Al massimo un righello.»
La Mirella, seduta al tavolino vicino alla vetrina con la tendina a fiori sbiaditi, ha sbuffato nel suo tè alla pesca.
«Ragionier, lei col righello ci fa pure i conti della lavanderia, figuriamoci se nasconde un compasso. Però Gratteri ha ragione su una cosa: se la giustizia diventa più lenta di un carretto a pedali, vincono solo i ricchi. Io col mio mutuo a tasso variabile mi sento già imputata di esistere.»
Peppone, con la barba piena di segatura come se avesse litigato con un mobile Ikea, ha grugnito dal fondo.
«Io dico che Gratteri esagera. Se voti Sì sei massone deviato? Ma va là. Allora io che ho votato Sì al referendum sul nucleare sono un atomo deviato? E se voto No divento persona perbene automatica? Domani mi metto la cravatta e vado in procura a farmi dare il patentino di onestà.»
Calorifero (Otello per i documenti, ma nessuno lo chiama così da quando ha rotto il termosifone del bagno nel '98) ha versato un altro giro di caffè corretto e ha borbottato:
«Sentite, qua l'unico deviato è il mio vecchio decaffeinato che sa di bruciato da tre giorni. Gratteri dice che votano Sì i centri di potere. Ma quali centri? Il centro del paese? Quello è solo il semaforo guasto. O forse la massoneria deviata è quella che devia le code al supermercato la domenica.»
Tonino ha ripreso fiato, agitando il giornale come un ventaglio.
«Però La Russa è basito, Nordio vuole il test psico-attitudinale pure per chi parla troppo. Salvini minaccia denuncia. Meloni tace, ma si sente il silenzio che fa rumore. Sembra un film di Totò: “Arrestateci tutti!”.»
El Poeta ha ripreso la rima, stavolta con più enfasi:
«Gratteri spara, il centrodestra urla, / il referendum diventa una burla. / Sì o No, poco importa al bar, / tanto vince sempre chi ha il barattolo più grande di caffè scarso.»
La Mirella ha riso piano.
«Sapete che c'è? Io voto No. Non perché sono persona perbene, ma perché se la giustizia va a rilento, almeno posso continuare a lamentarmi in pace. Se diventa veloce, mi tocca pure pagare le multe senza alibi.»
Peppone ha annuito, serio per una volta.
«E io voto Sì. Così magari il mio vicino che parcheggia sul marciapiede finisce in galera in tre giorni invece che in tre lustri. Massone o no, almeno si libera il posto macchina.»
Calorifero ha chiuso il discorso versando l'ultimo caffè.
«Insomma, votate quello che vi pare. Basta che pagate il caffè. Qua la giustizia è già deviata: il conto arriva sempre prima della sentenza.»
E il Bar Sport ha ripreso il suo ritmo: tazze che tintinnano, cruciverba incompiuti, rime a metà e un odore di caffè bruciato che, in fondo, sa tanto di Italia.
Nel Bar Sport di Briga Novarese, dove il cappuccino arriva sempre con un velo di polvere di caffè come se fosse nevicato in tazza, stamattina l'aria era elettrica. Non per il maltempo, che quello lo fa il Peppone quando starnutisce, ma per le parole del procuratore Gratteri sul referendum. Tonino «il Termosifone» è entrato con il giornale spalancato come una bandiera di resa e ha sbattuto il Corriere sul bancone.
«Sentite qua: Gratteri dice che chi vota Sì al referendum sono imputati, indagati e massoneria deviata. E le persone perbene votano No. Punto. Fine della trasmissione.»
El Poeta, dietro il bancone, ha smesso di lucidare il bicchiere numero sette (quello che riflette la luce come uno specchio deformante) e ha declamato sottovoce:
«Massoni deviati, imputati e indagati / votan Sì, ma solo se pagati. / Le persone perbene, con la cravatta dritta, / No secco, come una porta che sbatti.»
Il ragionier Gualtieri ha alzato gli occhi dal cruciverba, dove la definizione “setta segreta con cravatta” era rimasta vuota da tre giorni.
«Ma insomma, se uno vota Sì perché vuole separare le carriere, è automaticamente massone? Io ho votato Sì al referendum sul divorzio e non ho mai visto un compasso in vita mia. Al massimo un righello.»
La Mirella, seduta al tavolino vicino alla vetrina con la tendina a fiori sbiaditi, ha sbuffato nel suo tè alla pesca.
«Ragionier, lei col righello ci fa pure i conti della lavanderia, figuriamoci se nasconde un compasso. Però Gratteri ha ragione su una cosa: se la giustizia diventa più lenta di un carretto a pedali, vincono solo i ricchi. Io col mio mutuo a tasso variabile mi sento già imputata di esistere.»
Peppone, con la barba piena di segatura come se avesse litigato con un mobile Ikea, ha grugnito dal fondo.
«Io dico che Gratteri esagera. Se voti Sì sei massone deviato? Ma va là. Allora io che ho votato Sì al referendum sul nucleare sono un atomo deviato? E se voto No divento persona perbene automatica? Domani mi metto la cravatta e vado in procura a farmi dare il patentino di onestà.»
Calorifero (Otello per i documenti, ma nessuno lo chiama così da quando ha rotto il termosifone del bagno nel '98) ha versato un altro giro di caffè corretto e ha borbottato:
«Sentite, qua l'unico deviato è il mio vecchio decaffeinato che sa di bruciato da tre giorni. Gratteri dice che votano Sì i centri di potere. Ma quali centri? Il centro del paese? Quello è solo il semaforo guasto. O forse la massoneria deviata è quella che devia le code al supermercato la domenica.»
Tonino ha ripreso fiato, agitando il giornale come un ventaglio.
«Però La Russa è basito, Nordio vuole il test psico-attitudinale pure per chi parla troppo. Salvini minaccia denuncia. Meloni tace, ma si sente il silenzio che fa rumore. Sembra un film di Totò: “Arrestateci tutti!”.»
El Poeta ha ripreso la rima, stavolta con più enfasi:
«Gratteri spara, il centrodestra urla, / il referendum diventa una burla. / Sì o No, poco importa al bar, / tanto vince sempre chi ha il barattolo più grande di caffè scarso.»
La Mirella ha riso piano.
«Sapete che c'è? Io voto No. Non perché sono persona perbene, ma perché se la giustizia va a rilento, almeno posso continuare a lamentarmi in pace. Se diventa veloce, mi tocca pure pagare le multe senza alibi.»
Peppone ha annuito, serio per una volta.
«E io voto Sì. Così magari il mio vicino che parcheggia sul marciapiede finisce in galera in tre giorni invece che in tre lustri. Massone o no, almeno si libera il posto macchina.»
Calorifero ha chiuso il discorso versando l'ultimo caffè.
«Insomma, votate quello che vi pare. Basta che pagate il caffè. Qua la giustizia è già deviata: il conto arriva sempre prima della sentenza.»
E il Bar Sport ha ripreso il suo ritmo: tazze che tintinnano, cruciverba incompiuti, rime a metà e un odore di caffè bruciato che, in fondo, sa tanto di Italia.
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