Barbyturiko: mudutue ...la tristezza sta che un abominio così, lo ci si poteva aspettare da chiunque, ma dopo quello che hanno subito, diventa ancora più mostruoso...
mudutue: Barbyturiko E' vero, 60mila morti, fame, Cisgiordania in annessione, coloni che picchiano ed ammazza no. Io non sarò mai un antisemita ma ogni israeliano lo vedrò con occhi diversi..e comunque Netanyahu rimane un criminale di guerra...
Barbyturiko: mudutue ...potremmo azzardare che nessuno nasce contro qualcuno, ma quando quel qualcuno diventa un mostro, in qualche modo il risentimento è giustificabile, la domanda che pongo è, finito tutto, i palestinesi e non parlo degli adulti, ma dei giovani/bambini, con quale spirito guarderanno un israeliano qualsiasi? Non parlo di coloro che hanno un elevato senso dell'essere umano, parlo pel popolino che è la massa, vedi anche qui nel nostro piccolo, ci si azzanna per un pseudo credo politico...
Martin: sempre dalla parte sbagliata. «Continuate a parlare di “reazione esagerata” come se il 27 marzo fosse stato un incidente di percorso e non un attacco pianificato da un gruppo armato che da anni usa la propria popolazione come scudo umano. Israele ha fatto ciò che qualunque Stato serio avrebbe fatto: difendere i propri cittadini. E non solo: ha avvisato la popolazione civile di lasciare le zone di combattimento, cosa che nessuna organizzazione terroristica fa. Se poi molti non sono riusciti a spostarsi, è legittimo chiedersi quanto abbiano inciso le minacce e i blocchi imposti da Hamas, che ha tutto l’interesse a tenerli lì per trasformarli in bersagli e propaganda. Chiamare “esagerazione” una risposta a un attacco sanguinoso significa ignorare la realtà: quando il nemico si nasconde tra i civili, quando usa scuole e ospedali come basi, quando impedisce alla gente di fuggire, non esistono soluzioni pulite o indolori. La difesa non è mai perfetta, ma è necessaria. E chi oggi condanna solo la reazione, dimenticando l’aggressione iniziale, sta guardando metà della storia e traendo conclusioni comode. La sicurezza nazionale non è un capriccio: è l’unico modo per evitare che il 27 marzo si ripeta.»
E non solo: ha avvisato la popolazione civile di lasciare le zone di combattimento, cosa che nessuna organizzazione terroristica fa. Se poi molti non sono riusciti a spostarsi, è legittimo chiedersi quanto abbiano inciso le minacce e i blocchi imposti da Hamas, che ha tutto l’interesse a tenerli lì per trasformarli in bersagli e propaganda.
Chiamare “esagerazione” una risposta a un attacco sanguinoso significa ignorare la realtà: quando il nemico si nasconde tra i civili, quando usa scuole e ospedali come basi, quando impedisce alla gente di fuggire, non esistono soluzioni pulite o indolori.
La difesa non è mai perfetta, ma è necessaria. E chi oggi condanna solo la reazione, dimenticando l’aggressione iniziale, sta guardando metà della storia e traendo conclusioni comode. La sicurezza nazionale non è un capriccio: è l’unico modo per evitare che il 27 marzo si ripeta.»