Chiacchiera
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ieri alle ore 09:05 - 2.735 visualizzazioni
E' già venerdì.
Riflessioni di un giornalista che si guarda intorno.
Di Luciano Ragno

Quei giocattoli per tornare
a sorridere.

“Posso avere i miei giocattoli , sono i miei amici?”.
E in tanti si attivano per dargli questa gioia.
Un frammento di umanità che diventa una grande storia.
Il bambino di 10 anni, la vittima innocente della grande tragedia di Anguillara, avverte che intorno a lui nessuno sorride. Non ha più intorno quattro persone a lui care. Non comprende fino in fondo cosa sia accaduto. Vede solo lacrime. E ne soffre.
E allora cerca il conforto nei nonni materni ma anche negli amici di sempre, abbracciandoli: i suoi giocattoli, rimasti soli e che si chiedono anche loro il perché.
Prende coraggio, scrive su un foglio l'elenco dei giocattoli a lui più cari che sono nella casa dove viveva con la madre e il padre e lo dà ai nonni e questi lo fanno pervenire al pubblico ministero che dà subito il consenso .
E così i carabinieri vanno nell'abitazione e , mentre i colleghi stanno svolgendo i sopraluoghi di legge, con il foglio in mano entrano nella stanza del bambino, individuano i giocattoli e li consegnano ai nonni del piccolo.
Sulla riva di un lago, diventato pochi giorni fa burrasca, c'è l'abbraccio fra il bambino e i suoi amici giocattoli. E compare , finalmente, un sorriso.
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