Orsoinpiedi: mamoski il tempo... del tempo si conosce solo l'"adesso", che messo tra il passato (che non è più) ed il futuro (che ancora non è) è un sipario talmente sottile che è come se non esistesse: pura illusione-
Patella: Orsoinpiedi mah sai se non vuoi vivere come un vagabondo hai bisogno di guadagnare quanto basta a pagarti un tetto sulla testa, le utenze, gli indumenti, un piatto a tavola. Passiamo gran parte del tempo di veglia sul posto di lavoro. Intendevo questo. Anche se hai avuto la lungimiranza di prepararti per svolgere un lavoro che ti piace, devi comunque adattarti alle esigenze organizzative della struttura o a quelle di mercato e/o dell'utenza. Non è mai proprio quello che vorresti.
mamoski: Orsoinpiedi come è vero che i tuoi/nostri giorni (tutti) non saranno mai di nessuno se non del tempo in cui li hai vissuti che è e diventa l'unico vero testimone dei tuoi giorni unico vero assegnatario dei nostri giorni🧐
Orsoinpiedi: Patella "hai bisogno di guadagnare quanto basta a pagarti un tetto sulla testa, le utenze, gli indumenti, un piatto a tavola."
Quindi non è 'necessario': è il frutto di un ricatto, di un 'bisogno' che in realtà non è tale. In questo modo non è 'lavoro', ma 'sfruttamento'. 'schiavismo mascherato'.
mamoski: Orsoinpiedi esattamente...ma prima o poi qualcuno riuscirà a leggere il tempo perché io lo vedo come una pellicola dei film. Noi siamo le immagini di un film impresse in una pellicola...che oggi chiamiamo tempo. (Giuro che è tutta roba mia ehhh)😆
Orsoinpiedi: mamoski se mi spieghi meglio: tu vedi la tua vita come se fosse un film con tutti i fotogrammi in fila? E tu come sei messo, rispetto alla pellicola? di fronte (vedendo tutti i fotogrammi) oppure di fianco (che vedi i fotogrammi presenti e passati ma non i futuri)? Può sembrare una domanda inopportuna, ma se mi vuoi rispondere...
mamoski: Orsoinpiedi hai ragione e ti rispondo volentieri...io mi sento più che altro di fronte alla macchina da presa credendo di essere il protagonista del film, in realtà mi rendo conto di essere una comparsa o meglio un figurante e che a volte sbaglia anche la piccola battuta che gli è stata assegnata......In tutti i modi la mia terapeuta ha anche detto che fra poco tempo andrà in pensione e non sa se ci potrà essere un sequel🤣🤣🤣
Orsoinpiedi: mamoski in PNL (Programmazione Neuro Linguistica) ci sono due tipi di persone: quelle che sono "to the line" e quelle che "on line". Le prime vedono la loro vita come se fosse un film dove vedono fotogramma per fotogramma la loro esistenza, come se ci fosse un prima a sinistra ed un dopo a destra (o viceversa) e tu di fronte, dove puoi, guardando avanti, riconoscere le tue 'impronte' nella vita. Le persone "on line" invece sono parte integrante della loro esistenza che vedono come una linea che dal di dietro li attraversa e passa avanti, regolando così il 'prima' ed il 'dopo' della vita. Generalmente è più semplice la vita per chi è "to the line", ma anche il "on line" ha i suoi vantaggi.🤗
Onizuka: Il tempo è nostro nel bene e nel male. Esiste perché lo percepiamo. Secondo me tutto ciò che percepiamo esiste ed è importante perché ha un impatto sia sulla mente che sul corpo. Io credo che se fossimo morti anche se tutto continuerebbe ad esistere non avrebbe importanza in quanto tutto ha importanza perché lo viviamo. Magari esistono altre dimensioni cognitive che ci sono impossibili da raggiungere per la limitatezza dei nostri sensi ma proprio per questo non hanno importanza e "non esistono". Se qualcosa non è percepito si rientra nel campo della pura immaginazione. Basta pensare ai batteri e agli organismi che vivono a grandezze microscopiche, non ci possono percepire e sicuramemte non sanno che esistiamo e non si rendono conto di tutto ciò che è al di fuori del loro piccolo mondo. Secondo me è così anche per l'essere umano, siamo limitati e viviamo nella nostra bolla...
Orsoinpiedi: Onizuka quindi esistiamo perché sentiamo. Ma... cosa 'sentiamo'? siamo sicuri di 'sentire'? cosa ci da la prova che quello che sentiamo esiste per sè oppure esiste perché noi lo 'sentiamo'? Chi (o cosa) mi garantisce che la MIA realtà E' la realtà?🤗
mamoski: Orsoinpiedi credo di essere più to the line ..che on line...ma ripeto l' IO non mi è mai appartenuto molto anche se ce l'ho. Per quello ho fatto la domanda di chi sono i nostri giorni,.... Infatti ho vissuto i miei giorni quasi sempre IN FUNZIONE DI....raramente PER ME. E siccome fra poco ci sono i 70, ieri sera Sorrentino mi ha fatto capire che oggi devo cominciare a vivere i MIEI giorni per me e non in funzione di... perché me ne sono rimasti pochi....grazie comunque dei tuoi stimoli sempre intelligenti e stimolanti..avercene.....🤗
mamoski: Onizuka non ho capito bene il contesto. Definisci tempo....invenzione e proiezione umana di organizzazione sociale o spazio raccoglitore dell'universo sempre esistito...?
Onizuka: Orsoinpiedi purtroppo secondo me anche se ciò che sentissimo fosse falso non ci potremmo fare niente ugualmente e dunque sarebbe un po' inutile a parer mio fare queste congetture. Noi (inteso come genere umano) siamo creature semplici, limitate, non stupide ma comunque organiche e frutto di una materia che si disgrega e si scompone continuamente. Se io per assurdo fossi riuscito a scoprire che tutto ciò che vedo e sento sia in realtà falso comunque gli effetti delle mie percezioni sarebbero comunque reali. Se io so che il muro che vedo non è reale il problema è il fatto che se ci sbatto mi faccio male. Quindi le sensazioni sono reali? La mente ci inganna? Anche fosse (e magari in parte è così) siamo intrappolati in una "gabbia sensibile" da cui non c'è scampo. O almeno io non l'ho trovato
Onizuka: mamoski il tempo secondo me è l'insieme delle azioni del tutto ovvero anche se un sasso rimane fermo i suoi atomi e la materia di cui è composto continuano a girare ed ad erodersi fino a disgregarsi. Il tempo è la misura di questo processo. Poi siciramente mi sbaglio, non ho la minima pretesa di essere competente in materia di fisica spazio-temporale però secondo me per quanto riguarda la misura individuale umana il tempo è essenzialmente questo, ovvero ciò che fai e che non fai (paradossalmente anche il non far niente è un'azione)
del tempo si conosce solo l'"adesso", che messo tra il passato (che non è più) ed il futuro (che ancora non è) è un sipario talmente sottile che è come se non esistesse: pura illusione-
(come diceva anche Shankara Achariya).😉
Quindi non è 'necessario': è il frutto di un ricatto, di un 'bisogno' che in realtà non è tale. In questo modo non è 'lavoro', ma 'sfruttamento'. 'schiavismo mascherato'.
(Giuro che è tutta roba mia ehhh)😆
Può sembrare una domanda inopportuna, ma se mi vuoi rispondere...
Le persone "on line" invece sono parte integrante della loro esistenza che vedono come una linea che dal di dietro li attraversa e passa avanti, regolando così il 'prima' ed il 'dopo' della vita.
Generalmente è più semplice la vita per chi è "to the line", ma anche il "on line" ha i suoi vantaggi.🤗
Ma... cosa 'sentiamo'? siamo sicuri di 'sentire'? cosa ci da la prova che quello che sentiamo esiste per sè oppure esiste perché noi lo 'sentiamo'?
Chi (o cosa) mi garantisce che la MIA realtà E' la realtà?🤗
(interessante come scambio di opinioni)