Chiacchiera
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Grulla75livello 8
4 Gennaio - 3.895 visualizzazioni
C'era una volta Marta, una ragazza che a scuola camminava sempre rasente ai muri, come se potessero proteggerla dagli sguardi. Le parole le arrivavano addosso prima ancora delle risate: *strana*, *sbagliata*, *esagerata*. Ogni giorno imparava a farsi più piccola, ma non bastava mai.

Un pomeriggio, durante la festa del paese, qualcuno ebbe un'idea crudele: “Marta è un fenomeno da baraccone, fatela parlare, fatele fare quella cosa buffa.” Tutti risero. Marta sentì il cuore stringersi, poi accadde qualcosa di inatteso: annuì. Se doveva essere vista, pensò, allora lo sarebbe stata fino in fondo.

Salì sul piccolo palco improvvisato. Raccontò le sue stranezze come fossero numeri da circo: la voce che le tremava quando era felice, i sogni troppo grandi per stare zitti, la paura di essere invisibile. La gente rise, sì, ma qualcuno smise. Qualcuno ascoltò.

Marta capì che non stava davvero accettando di essere un fenomeno: stava usando quella maschera per esistere. Per la prima volta, non era solo l'oggetto di uno sguardo, ma la voce che lo guidava.

Quando scese dal palco, il silenzio era diverso. Non era rispetto pieno, non ancora, ma era attenzione. E per Marta, che aveva accettato troppo a lungo di non contare, quello fu l'inizio di qualcosa: la consapevolezza che essere considerata non doveva per forza
significare essere umiliata, e che un giorno avrebbe chiesto di essere vista per ciò che era davvero.

" La ragazza eterea - Ettore Saperoni "
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