oliver: Lo spread oggi è a 73, non male dai, se si riesce a farlo scendere ancora un po'...meglio per tutti tranne che per bile e fegato di certi sinistri
FarangTao: Interessante, peccato che in UE di paesi ne abbiamo davanti ancora parecchi. Detto ciò io di sinistra ti dico che Moody's o non-Moody's sono 3 anni che la mia pensione non viene rivalutata a livello dell'inflazione, alla faccia della perequazione sociale.
Lo spread tra Btp e Bund chiude a 75,6 punti base. Il rendimento italiano al 3,47% e quello tedesco al 2,7%. MILANO, 21 novembre 2025, 18:30.
Ai tempi era servito per accusare Silvio Berlusconi di incapacità gestionale, manco avesse ereditato Fininvest e Mediaset dal Nonno ma adesso se lo erano dimenticato tutti questo spread che definisce la differenza di rendimento tra i titoli di stato dei paesi aderenti all'Euro e si intendo "centesimi di punto percentuale" 🤓
Ma la vera notizia è che il rendimento dei Bund è cresciuto da 99 a 102,7 cioè che ce l'hanno nel pure loro e chiudendo le industrie e facendo entrare altra gente da mantenere non gli resta che fare una bella guerra con la Russia per nascondere la cacca del gatto sotto il tappeto 😁
Barbyturiko: Credo sia lo stesso che ha portato il carico fiscale sulle buste paga, il più alto dal dopo Cristo, perché non capisce il fiscal drag, e lo stesso che ci fa pagare di più il carrello della spesa, l'energia....mi fermo perché non ho a disposizione tante ore, basta leggere i dati veri reali, e non solo quelli di propaganda che fanno comodo, io non mangio da Moody's, troppo caro...
oliver: Comunque fa piacere leggere commenti sempre negativi ad ogni notizia che denota un miglioramento anche se lieve; è una ulteriore conferma del grado di obiettività delle persone.
steviecooder: oliver Martialo Barbyturiko FarangTao Moody’s rivede al rialzo il rating sovrano dell’Italia: da Baa3 a Baa2, outlook stabile. Dopo oltre vent’anni, l’upgrade riflette una valutazione positiva sulla sostenibilità del debito pubblico, la solidità del sistema bancario e la capacità del Paese di assorbire shock esterni. Il passaggio da outlook "positivo" a "stabile" segnala che il miglioramento è stato consolidato, ma non si prevedono ulteriori revisioni nel breve termine. Key takeaways per operatori finanziari: Spread e funding cost: possibile compressione dei rendimenti sui titoli governativi, con impatto positivo sul costo del funding per banche e imprese. Asset allocation: maggiore appetibilità del debito italiano nei portafogli investment grade, con potenziale ribilanciamento da parte di fondi globali. Risk management: revisione dei parametri di rischio sovrano nei modelli interni, con impatto su pricing e capitale regolamentare. Un segnale da monitorare con attenzione: la fiducia del mercato resta condizionata dalla continuità delle riforme e dalla stabilità politica. Scusate il tecnicismo, ma sono del mestiere. E quando il mestiere parla, meglio ascoltare con attenzione.
Barbyturiko: steviecooder Senza nulla togliere alla tua disamina, questo è il risultato di una politica pagata sempre dai soliti noti, questo è e rimane il nocciolo che chi fa il fan di questo governo non capisce, perché sta ovvianente bene economicamente...tutti culattoni col culo degli altri, per dirla con battuta....
FarangTao: steviecooder visto che dici di essere del mestiere, spiegami perché nonostante il miglioramento del rating la mia pensione e quella di tutti i pensionati negli ultimi 3 anni non è stata aggiustata a livello dell'inflazione. Te lo spiego io, perché per far cassa è + facile togliere ai pensionati che rincorrere gli evasori fiscali per i quali si prospetta un nuovo condono tombale. Questo è il concetto di perequazione dell'attuale governo.
steviecooder: FarangTao Il miglioramento del rating è stato usato da tutti i governi come strumento di rassicurazione dei mercati, mai come garanzia di tutela dei cittadini. La perequazione delle pensioni, da diritto costituzionale, è stata progressivamente trasformata in un bancomat: si taglia dove è più semplice, cioè sui redditi già tracciati e controllati, mentre sugli evasori si continua a promettere condoni che premiano chi non rispetta le regole. Non è una novità dell’oggi: da anni, maggioranze diverse hanno scelto la via più comoda, colpendo chi ha lavorato una vita e contribuito regolarmente, e lasciando intatti i privilegi di chi ha nascosto guadagni.
Così la cosiddetta "giustizia sociale" è stata ribaltata da più esecutivi, in una continuità che mina la fiducia nello Stato e riduce la pensione da diritto a variabile di bilancio. Il paradosso non è episodico, ma strutturale: governi di ogni colore hanno preferito sacrificare i contribuenti fedeli sull’altare della stabilità finanziaria, mentre gli evasori hanno continuato a ricevere segnali di indulgenza.
steviecooder: FarangTao Il rating italiano: cosa è successo Moody’s ha alzato il rating dell’Italia da Baa3 a Baa2 nel novembre 2025, la prima promozione dal 2002. S&P e Fitch avevano già migliorato il giudizio nei mesi precedenti (primavera e ottobre), segnalando una catena di upgrade senza precedenti. L’outlook è passato da “positivo” a “stabile”, segno che la qualità creditizia è consolidata ma non si prevedono ulteriori rialzi immediati. Le motivazioni delle agenzie
Stabilità politica: il governo Meloni è percepito come longevo e con una maggioranza solida, fattore che riduce l’incertezza.
Conti pubblici più ordinati: avanzo primario allo 0,9% del PIL nel 2025, con obiettivo 1,9% nel 2028.
Riduzione del deficit: dal 3% del PIL nel 2024 al 2,3% previsto entro tre anni.
Fine del Superbonus: la chiusura di quella stagione di crediti d’imposta ha rafforzato la fiducia dei mercati.(ringrazia i 5 stalle)
Investimenti PNRR: giudicati efficaci nel sostenere crescita e competitività.
Debito pubblico: ancora alto (137,4% del PIL nel 2025), ma atteso in calo dal 2027. Il nodo politico Qui entra la tua osservazione: chi beneficia di questo miglioramento? Da un lato, il governo rivendica il merito come “riconoscimento del lavoro serio e responsabile” e lo ha. Dall’altro, resta il tema che sottolinei: i costi delle politiche di risanamento sono spesso pagati dai contribuenti comuni, mentre chi sta meglio economicamente gode di stabilità e rendimenti più favorevoli. In effetti, il successo del collocamento dei BTP è stato trainato anche dalle famiglie e imprese italiane, che oggi detengono oltre 442 miliardi di debito pubblico (14,4% del totale, il doppio rispetto al 2021). “Il rating è migliorato, vero. Ma non è un regalo: è frutto di sacrifici collettivi. Chi oggi applaude lo fa perché ha i mezzi per godere dei benefici, mentre i "soliti noti" continuano a pagare il conto. Il merito del governo è reale, ma il peso resta sulle spalle di chi non può scaricarlo sugli altri. Così si riconosce il dato oggettivo (upgrade storico) senza perdere di vista il nocciolo della tua critica: la distribuzione ineguale dei costi e dei benefici ovvero...... (tutti culattoni col culo degli altri)
FarangTao: steviecooder rating o non rating resta il fatto che 5,7M di italiani è in povertà assoluta e 6M rinunciano agli esami e conseguentemente alle cure mediche. La Meloni viene dalla destra sociale, ma a me sembra che stia diventando sempre di + iperliberista.
Lo spread tra Btp e Bund chiude a 75,6 punti base. Il rendimento italiano al 3,47% e quello tedesco al 2,7%. MILANO, 21 novembre 2025, 18:30.
Ai tempi era servito per accusare Silvio Berlusconi di incapacità gestionale, manco avesse ereditato Fininvest e Mediaset dal Nonno ma adesso se lo erano dimenticato tutti questo spread che definisce la differenza di rendimento tra i titoli di stato dei paesi aderenti all'Euro e si intendo "centesimi di punto percentuale" 🤓
Ma la vera notizia è che il rendimento dei Bund è cresciuto da 99 a 102,7 cioè che ce l'hanno nel pure loro e chiudendo le industrie e facendo entrare altra gente da mantenere non gli resta che fare una bella guerra con la Russia per nascondere la cacca del gatto sotto il tappeto 😁
Moody’s rivede al rialzo il rating sovrano dell’Italia: da Baa3 a Baa2, outlook stabile.
Dopo oltre vent’anni, l’upgrade riflette una valutazione positiva sulla sostenibilità del debito pubblico, la solidità del sistema bancario e la capacità del Paese di assorbire shock esterni. Il passaggio da outlook "positivo" a "stabile" segnala che il miglioramento è stato consolidato, ma non si prevedono ulteriori revisioni nel breve termine.
Key takeaways per operatori finanziari:
Spread e funding cost: possibile compressione dei rendimenti sui titoli governativi, con impatto positivo sul costo del funding per banche e imprese.
Asset allocation: maggiore appetibilità del debito italiano nei portafogli investment grade, con potenziale ribilanciamento da parte di fondi globali.
Risk management: revisione dei parametri di rischio sovrano nei modelli interni, con impatto su pricing e capitale regolamentare.
Un segnale da monitorare con attenzione: la fiducia del mercato resta condizionata dalla continuità delle riforme e dalla stabilità politica.
Scusate il tecnicismo, ma sono del mestiere. E quando il mestiere parla, meglio ascoltare con attenzione.
Così la cosiddetta "giustizia sociale" è stata ribaltata da più esecutivi, in una continuità che mina la fiducia nello Stato e riduce la pensione da diritto a variabile di bilancio. Il paradosso non è episodico, ma strutturale: governi di ogni colore hanno preferito sacrificare i contribuenti fedeli sull’altare della stabilità finanziaria, mentre gli evasori hanno continuato a ricevere segnali di indulgenza.
Il rating italiano: cosa è successo
Moody’s ha alzato il rating dell’Italia da Baa3 a Baa2 nel novembre 2025, la prima promozione dal 2002.
S&P e Fitch avevano già migliorato il giudizio nei mesi precedenti (primavera e ottobre), segnalando una catena di upgrade senza precedenti.
L’outlook è passato da “positivo” a “stabile”, segno che la qualità creditizia è consolidata ma non si prevedono ulteriori rialzi immediati.
Le motivazioni delle agenzie
Stabilità politica: il governo Meloni è percepito come longevo e con una maggioranza solida, fattore che riduce l’incertezza.
Conti pubblici più ordinati: avanzo primario allo 0,9% del PIL nel 2025, con obiettivo 1,9% nel 2028.
Riduzione del deficit: dal 3% del PIL nel 2024 al 2,3% previsto entro tre anni.
Fine del Superbonus: la chiusura di quella stagione di crediti d’imposta ha rafforzato la fiducia dei mercati.(ringrazia i 5 stalle)
Investimenti PNRR: giudicati efficaci nel sostenere crescita e competitività.
Debito pubblico: ancora alto (137,4% del PIL nel 2025), ma atteso in calo dal 2027.
Il nodo politico
Qui entra la tua osservazione: chi beneficia di questo miglioramento?
Da un lato, il governo rivendica il merito come “riconoscimento del lavoro serio e responsabile” e lo ha.
Dall’altro, resta il tema che sottolinei: i costi delle politiche di risanamento sono spesso pagati dai contribuenti comuni, mentre chi sta meglio economicamente gode di stabilità e rendimenti più favorevoli.
In effetti, il successo del collocamento dei BTP è stato trainato anche dalle famiglie e imprese italiane, che oggi detengono oltre 442 miliardi di debito pubblico (14,4% del totale, il doppio rispetto al 2021).
“Il rating è migliorato, vero.
Ma non è un regalo: è frutto di sacrifici collettivi.
Chi oggi applaude lo fa perché ha i mezzi per godere dei benefici, mentre i "soliti noti" continuano a pagare il conto. Il merito del governo è reale, ma il peso resta sulle spalle di chi non può scaricarlo sugli altri.
Così si riconosce il dato oggettivo (upgrade storico) senza perdere di vista il nocciolo della tua critica:
la distribuzione ineguale dei costi e dei benefici ovvero......
(tutti culattoni col culo degli altri)