Chiacchiera
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Dr00pylivello 13
23 Agosto - 3.022 visualizzazioni
ciaociao
Don Elviro detto Signorsissignore educava come un capitano dei Marines e non lasciava tracce.
In superficie, s'intende.Quando picchiava non voleva mai che lo si guardasse in faccia, “Dio non vuole che lo si guardi dritto negli occhi”, diceva, e infatti ancora oggi passo le giornate a sfuggire il suo sguardo.
Di Dio, s'intende.Ero in collegio perché la mia famiglia non aveva nulla, solo debiti e speranze. Facevo le scale trenta volte al giorno, su e giù, per ordine o per punizione, e ancora oggi, quando posso, evito gli ascensori.
Troppo personali. Troppo stretti.
E quelle rare volte che mi capita di prenderne uno, mi sembra ancora di sentire l'odore di pasta al sugo e di minestra venire dalla mensa di fianco.Tutto questo solo per dire che io l'arte del titubare l'ho imparata da presto, già dall'età in cui i giorni sfilavano velocemente e non era consigliato indugiare troppo.Lara era la più piccola di tutti, aveva lunghi capelli neri e starle abbracciato non era per niente male.
Non sapevo ancora cosa fossero le strette e le attese d'impazienza, ma conoscevo la voglia, invece.Don Elviro detto Signorsissignore ci colse un pomeriggio di sole mentre la felicità era una mano poco dietro la nuca e delle labbra che si sfioravano, più per curiosità che per gioco.Forse Lara non era altrettanto
brava a sfuggire gli sguardi e un lunedì mattina vennero a prenderla, lasciando di lei solo un esempio da seguire per noi tutti.Don Elviro detto Signorsissignore è stato sepolto ieri davanti a tutto il paese.
Lunga era la fila per salutarlo, e io ero quello nel posto vuoto.
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