Chiacchiera
18 Settembre - 3.468 visualizzazioni
Antonio aveva un'abitudine: si lamentava sempre.
Se pioveva, diceva che era una brutta giornata.
Se faceva caldo, non vedeva l'ora che arrivasse l'inverno.
E quando arrivava l'inverno, rimpiangeva l'estate.
Al lavoro trovava sempre qualcosa che non andava.
Lo stipendio era troppo basso.
Le giornate erano troppo lunghe.
Il traffico, troppo caotico.
Sembrava che nulla fosse mai abbastanza.
Anche a casa era così. Ogni sera trovava un nuovo motivo per lamentarsi.
Un pomeriggio, per caso, incontrò il suo vecchio professore. Dopo aver scambiato qualche parola, decisero di prendere un caffè insieme.
Dopo pochi minuti, Antonio cominciò a raccontargli tutti i problemi della sua vita.
Il professore lo ascoltò in silenzio, senza interromperlo.
Quando Antonio ebbe finito, prese un foglio bianco. Con una penna disegnò un piccolo punto nero proprio al centro.
Poi glielo porse.
«Dimmi cosa vedi.»
Antonio rispose senza pensarci:
«Un punto nero.»
Il professore sorrise.
«E il resto del foglio?»
Antonio lo guardò meglio.
«Beh… è bianco.»
«Esatto.»
Il professore fece una breve pausa, poi continuò:
«Il foglio è quasi interamente bianco. Eppure, la prima cosa che hai notato è stato quel piccolo punto nero.»
Antonio rimase in silenzio.
Il professore continuò:
«Nella vita succede la stessa cosa. Passiamo così tanto tempo a fissare ciò che non va che finiamo per non vedere tutto quello che, invece, va bene.»
Non aggiunse altro.
Si alzò, salutò Antonio e se ne andò.
Quelle parole lo accompagnarono per tutto il giorno.
La sera, entrando in casa, Antonio si fermò sulla soglia.
Per la prima volta, non guardò ciò che mancava.
Guardò ciò che aveva.
Una famiglia.
Il profumo della cena.
Le risate provenienti dalla stanza accanto.
Una fotografia appesa al muro.
Piccoli dettagli che, fino a quel momento, aveva dato per scontati.
I problemi non erano spariti.
Erano ancora lì.
Ma Antonio si rese conto che avevano occupato così tanto spazio nella sua mente da finire per coprire tutto il resto.
Da quel giorno, la sua vita non cambiò.
Cambò il suo modo di guardarla.
Perché la felicità non nasce quando tutto è perfetto.
Nasce quando smetti di fissare quel piccolo punto nero e impari, finalmente, a vedere tutto il bianco che lo circonda.
Se pioveva, diceva che era una brutta giornata.
Se faceva caldo, non vedeva l'ora che arrivasse l'inverno.
E quando arrivava l'inverno, rimpiangeva l'estate.
Al lavoro trovava sempre qualcosa che non andava.
Lo stipendio era troppo basso.
Le giornate erano troppo lunghe.
Il traffico, troppo caotico.
Sembrava che nulla fosse mai abbastanza.
Anche a casa era così. Ogni sera trovava un nuovo motivo per lamentarsi.
Un pomeriggio, per caso, incontrò il suo vecchio professore. Dopo aver scambiato qualche parola, decisero di prendere un caffè insieme.
Dopo pochi minuti, Antonio cominciò a raccontargli tutti i problemi della sua vita.
Il professore lo ascoltò in silenzio, senza interromperlo.
Quando Antonio ebbe finito, prese un foglio bianco. Con una penna disegnò un piccolo punto nero proprio al centro.
Poi glielo porse.
«Dimmi cosa vedi.»
Antonio rispose senza pensarci:
«Un punto nero.»
Il professore sorrise.
«E il resto del foglio?»
Antonio lo guardò meglio.
«Beh… è bianco.»
«Esatto.»
Il professore fece una breve pausa, poi continuò:
«Il foglio è quasi interamente bianco. Eppure, la prima cosa che hai notato è stato quel piccolo punto nero.»
Antonio rimase in silenzio.
Il professore continuò:
«Nella vita succede la stessa cosa. Passiamo così tanto tempo a fissare ciò che non va che finiamo per non vedere tutto quello che, invece, va bene.»
Non aggiunse altro.
Si alzò, salutò Antonio e se ne andò.
Quelle parole lo accompagnarono per tutto il giorno.
La sera, entrando in casa, Antonio si fermò sulla soglia.
Per la prima volta, non guardò ciò che mancava.
Guardò ciò che aveva.
Una famiglia.
Il profumo della cena.
Le risate provenienti dalla stanza accanto.
Una fotografia appesa al muro.
Piccoli dettagli che, fino a quel momento, aveva dato per scontati.
I problemi non erano spariti.
Erano ancora lì.
Ma Antonio si rese conto che avevano occupato così tanto spazio nella sua mente da finire per coprire tutto il resto.
Da quel giorno, la sua vita non cambiò.
Cambò il suo modo di guardarla.
Perché la felicità non nasce quando tutto è perfetto.
Nasce quando smetti di fissare quel piccolo punto nero e impari, finalmente, a vedere tutto il bianco che lo circonda.
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Togliamogli la connessione a internet, vediamo cosa fa🤔😂😂😂