Chiacchiera
ieri alle ore 17:23 - 3.134 visualizzazioni
Roma, Taxi Stazione Termini, martedì ore 14.
Ogni martedì, stesso cliente, 72 anni, destinazione Ospedale Gemelli. Due anni così, 104 viaggi.
Il tassista chiede: Signore, lei va in ospedale ogni settimana, è malato?
- No, io sto bene.
- E allora perché va sempre lì?
L'uomo guarda fuori: vado a trovare qualcuno. Familiare? No, uno sconosciuto.
Il tassista confuso: Uno sconosciuto?
- Sì, un ragazzo, 28 anni, reparto rianimazione, coma da tre anni.
Incidente stradale.
I genitori sono morti nell'incidente, lui è sopravvissuto, ma solo, nessun parente.
- E lei perché va?
- Perché nessuno dovrebbe morire da solo. Io vado, mi siedo accanto, leggo il giornale ad alta voce, gli parlo, gli dico cosa succede fuori, anche se non mi sente.
- Da due anni fa questo?
- Sì, ogni martedì, due ore.
- Ma perché proprio lei?
- Perché mio figlio è morto così, in coma, solo. Io ero all'estero, non sono arrivato in tempo, è morto con gli infermieri, non con me. Ora non lascio che succeda a un altro padre, anche se non sono io il padre.
Il tassista si commuove: Signore, da oggi la porto gratis ogni martedì.
- Non posso accettare.
- Può, perché lei fa qualcosa che pochi farebbero.
Sei mesi dopo il ragazzo si sveglia, miracolo medico. L'anziano è lì.
Signore, io la conosco, la sua voce l'ho sentita, per anni mi ha tenuto vivo.
L'anziano piange: Benvenuto ragazzo.
Oggi quel ragazzo ha 32 anni, recuperato, lavora. Ogni martedì va a pranzo con l'anziano.
Perché lui mi ha dato una voce quando ero nel silenzio, ora io gli do compagnia quando è nella solitudine.
Ogni martedì, stesso cliente, 72 anni, destinazione Ospedale Gemelli. Due anni così, 104 viaggi.
Il tassista chiede: Signore, lei va in ospedale ogni settimana, è malato?
- No, io sto bene.
- E allora perché va sempre lì?
L'uomo guarda fuori: vado a trovare qualcuno. Familiare? No, uno sconosciuto.
Il tassista confuso: Uno sconosciuto?
- Sì, un ragazzo, 28 anni, reparto rianimazione, coma da tre anni.
Incidente stradale.
I genitori sono morti nell'incidente, lui è sopravvissuto, ma solo, nessun parente.
- E lei perché va?
- Perché nessuno dovrebbe morire da solo. Io vado, mi siedo accanto, leggo il giornale ad alta voce, gli parlo, gli dico cosa succede fuori, anche se non mi sente.
- Da due anni fa questo?
- Sì, ogni martedì, due ore.
- Ma perché proprio lei?
- Perché mio figlio è morto così, in coma, solo. Io ero all'estero, non sono arrivato in tempo, è morto con gli infermieri, non con me. Ora non lascio che succeda a un altro padre, anche se non sono io il padre.
Il tassista si commuove: Signore, da oggi la porto gratis ogni martedì.
- Non posso accettare.
- Può, perché lei fa qualcosa che pochi farebbero.
Sei mesi dopo il ragazzo si sveglia, miracolo medico. L'anziano è lì.
Signore, io la conosco, la sua voce l'ho sentita, per anni mi ha tenuto vivo.
L'anziano piange: Benvenuto ragazzo.
Oggi quel ragazzo ha 32 anni, recuperato, lavora. Ogni martedì va a pranzo con l'anziano.
Perché lui mi ha dato una voce quando ero nel silenzio, ora io gli do compagnia quando è nella solitudine.
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