Chiacchiera
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Grulla75livello 9
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Lo specchio davanti a me è spietato come sempre. La luce fredda del cesso non perdona niente:
Ogni imperfezione
Ogni ombra sotto gli occhi
Ogni linea....
Forse esiste solo nella mia capoccia.
Tengo l'Eyeliner tra le dita come se fosse uno strumento chirurgico.
Devo farmi una linea sottile. Precisa. Elegante.
Questo è il piano.
Appoggio la punta all'angolo dell'occhio e tiro. La mano trema o lo "strumento" prende vita propria, appena o abbastanza da trasformare quella linea in qualcosa di aberrante. Mi fermo. Inclino la testa. Cerco di sistemarlo. Aggiungo un altro tratto per correggere.

Peggio.

Adesso i due occhi non si assomigliano neanche. Uno sembra deciso, l'altro… stanco.
O forse sono io ad esserlo. Sospiro, avvicino ancora di più il viso allo specchio, come se potessi entrare dentro e aggiustare tutto da lì.

“Daje” mormoro. “Ancora un tentativo.”

Ma non è più un tentativo di fare bene. È una specie di sfida.

La linea si allarga. Poi ancora. Esco dai bordi. Non seguo più la forma dell'occhio. Non seguo più un cazzo. Il nero si espande, diventa pesante, quasi aggressivo. Una macchia che cresce.

Mi fermo di colpo.

Per un secondo penso di struccarmi. Di ricominciare. Di tornare “presentabile”. Quella parola mi attraversa la mente come un riflesso automatico.

Presentabile.

E mi viene da ridere. Un suono corto, secco, quasi incredulo.

È davvero questo che sto cercando di essere per gli altri?

Prendo di nuovo l'Eyeliner. Ma questa volta non cerco simmetria. Non cerco armonia. Traccio una linea diagonale sulla guancia. Poi un'altra, dall'altra parte. Non sono più linee: sono scarabocchi. Nervosi. Liberi. Esagerati.

Il viso nello specchio cambia. Non è più “carino”. Non è più “curato”. È… qualcosa d'altro.

Passo la punta sulle labbra, oltre il contorno. Poi sul naso. Un segno sotto l'occhio, come una lacrima che non ha niente di elegante.

Il cuore mi batte più forte, ma non per ansia. È più simile a un sollievo.

“Vediamo adesso,” sussurro al mio riflesso. “Vediamo cosa resta.”

Mi tiro indietro. Incrocio lo sguardo di quella versione di me che non sta cercando approvazione. Che non sta chiedendo la conferma di essere sempre bella, né delicata, né piacevole.

Solo… visibile. In un altro modo.

Penso alle persone che incontrerò fuori. Agli sguardi. Alle sopracciglia sollevate. Forse qualche risata, forse disagio. Forse qualcuno che distoglie gli occhi.

E per la prima volta, l'idea non mi pesa.

Apro la porta del bagno senza cancellare niente.......

Esco in strada.....

Mondo eccomi io e te a mani nude quando vuoi e dove vuoi
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