Chiacchiera
ieri alle ore 07:48 - 2.804 visualizzazioni
Quando rappresenti lo Stato non sei più un individuo: sei un simbolo. Per questo ciò che è accaduto è inaccettabile. Trasformare un tribunale in un palcoscenico di militanza è uno sfregio istituzionale. Magistrati che ballano, cantano e sventolano simboli di parte dentro un'aula giudiziaria non stanno esprimendo folklore: stanno facendo propaganda.
Il messaggio è lampante: l'imparzialità non solo viene abbandonata, ma ostentatamente calpestata, come se fosse normale che chi deve garantire equilibrio si schieri contro il governo in carica. In uno Stato serio, questo non accade.
Chi ricopre ruoli pubblici ha il dovere di mantenere sobrietà e distanza dalla politica. Farne spettacolo nelle sedi istituzionali significa minare la fiducia dei cittadini e trasformare la giustizia in un teatro di parte.
La libertà di opinione è sacra, ma non si esercita indossando la toga. La militanza si fa fuori, da privati. Chi serve la Repubblica risponde alla Repubblica, non a un coro politico.
Il messaggio è lampante: l'imparzialità non solo viene abbandonata, ma ostentatamente calpestata, come se fosse normale che chi deve garantire equilibrio si schieri contro il governo in carica. In uno Stato serio, questo non accade.
Chi ricopre ruoli pubblici ha il dovere di mantenere sobrietà e distanza dalla politica. Farne spettacolo nelle sedi istituzionali significa minare la fiducia dei cittadini e trasformare la giustizia in un teatro di parte.
La libertà di opinione è sacra, ma non si esercita indossando la toga. La militanza si fa fuori, da privati. Chi serve la Repubblica risponde alla Repubblica, non a un coro politico.




