MarcheseAdalberto: Pandino750young Il rigore negato a Ronaldo contro Juliano non fu solo un episodio sportivo: fu l’istantanea che aprì gli occhi a milioni di tifosi. In quell’attimo, lo stadio e le televisioni capirono che non si trattava più di calcio, ma di un copione scritto dalla triade. La partita diventò il manifesto del gioco della triade: Moggi, Bettega e Giraudo, registi occulti di un sistema che trasformava il campionato in manipolazioni di potere. Non servivano più editoriali o inchieste: bastava quell’azione, quell’arbitro che voltava lo sguardo, per svelare il trucco. Da lì in avanti, il pallone non fu più innocenza: fu consapevolezza. E ogni tifoso imparò che dietro la maglia e il sudore c’era un intreccio di telefonate, pressioni e favori, corruzioni . Il declino del calcio italiano partì da questo , non rendersene conto è da stolti , per questo i veri tifosi hanno sui coglioni la Rubentus
MarcheseAdalberto: Pandino750young La storia del campionato 1997/98 non si scrive solo con i numeri, ma con un rigore. O meglio: con un rigore non dato a Ronaldo e uno assegnato contro l’Inter nella stessa azione. Senza quel episodio, la classifica avrebbe avuto un volto diverso: l’Inter avrebbe potuto riaprire la corsa, la Juventus non avrebbe blindato lo scudetto con il vantaggio psicologico di quella vittoria. È il simbolo di un campionato che, al netto dei gol di Del Piero e Inzaghi, porta ancora l’ombra di un fischio arbitrale. Senza quel "FURTO" , oggi parleremmo di un finale diverso, forse di un tricolore nerazzurro. La matematica dice 74 punti a 69, ma la memoria dei tifosi dice che la vera differenza fu un rigore negato. Appunto un minimo di decenza e coerenza............
La partita diventò il manifesto del gioco della triade: Moggi, Bettega e Giraudo, registi occulti di un sistema che trasformava il campionato in manipolazioni di potere. Non servivano più editoriali o inchieste: bastava quell’azione, quell’arbitro che voltava lo sguardo, per svelare il trucco.
Da lì in avanti, il pallone non fu più innocenza: fu consapevolezza. E ogni tifoso imparò che dietro la maglia e il sudore c’era un intreccio di telefonate, pressioni e favori, corruzioni . Il declino del calcio italiano partì da questo , non rendersene conto è da stolti , per questo i veri tifosi hanno sui coglioni la Rubentus
La storia del campionato 1997/98 non si scrive solo con i numeri, ma con un rigore. O meglio: con un rigore non dato a Ronaldo e uno assegnato contro l’Inter nella stessa azione. Senza quel episodio, la classifica avrebbe avuto un volto diverso: l’Inter avrebbe potuto riaprire la corsa, la Juventus non avrebbe blindato lo scudetto con il vantaggio psicologico di quella vittoria. È il simbolo di un campionato che, al netto dei gol di Del Piero e Inzaghi, porta ancora l’ombra di un fischio arbitrale. Senza quel "FURTO" , oggi parleremmo di un finale diverso, forse di un tricolore nerazzurro. La matematica dice 74 punti a 69, ma la memoria dei tifosi dice che la vera differenza fu un rigore negato.
Appunto un minimo di decenza e coerenza............